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I terremotati – e invariabilmente l’Italia intera – sono appesi ad un tweet di Christos Stylianidis, commissario europeo della Ue per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi: «Stiamo monitorando attentamente l’impatto del nuovo terremoto in Italia. Siamo in contatto con la Protezione civile italiana. L’Ue è pronta ad aiutare». Matteo Renzi in visita privata a Preci, dopo la Messa di Ognissanti cinguetta: «Ora priorità alle persone. Poi ricostruiremo tutto, tutti insieme. Case negozi chiese. Questi borghi sono l’anima dell’Italia». Siamo con un occhio a Twitter e uno ai sismografi: non sia mai che ci scalino qualche valore sulla scala Richter. Dopo questa tragedia il ragazzo è alle prese con qualcosa di più grande di lui e – siamo obiettivi – anche di tutti noi messi insieme. Lo ha capito Grillo dichiarando di essere d’accordo con le richieste anti-austerity del Governo, fino ad ammonire l’Europa (lui non chiede, ammonisce) perché offra tutto il sostegno necessario e invita a chiudere un occhio in caso di sforamento nel rapporto deficit pil. Per ora tutto procede come da copione tragico letto e riletto, comprese le sentimentali, ma anche pratiche, richieste degli allevatori che devono badare circa cinquantamila bestie e di quanti legittimamente intendendo rimanere vicini alle proprie case lesionate. Da copione anche la Messa celebrata all’aperto dall’Arcivescovo Boccardo alla presenza della governatrice umbra e del sindaco di Preci, Pietro Emili. Messa alla quale avremmo voluto partecipare per accertarci se tra le tante suppliche rivolte a San Benedetto – prega per noi – sia stata pronunciata quella più sensata, di supplica, che ci permetterebbe di scorporare dal rapporto deficit pil i costi della ricostruzione. Alza le chiappe Matteo. Spiace dirlo, ma al posto tuo le buonanime che ti hanno preceduto, dopo essersi sporcate le scarpe tra le macerie, avrebbero già battuto i pugni sulle scrivanie che contano a Bruxelles e a Berlino. Non mettiamo in dubbio la buona fede presidente del Consiglio quando afferma: «ci vorrà tanto tempo, ma sistemeremo tutto, faremo le cose in modo serio, faremo le cose in maniera veloce, faremo fra giovedì e venerdì un decreto legge e cercheremo tutti insieme, coinvolgendo i sindaci, di trovare delle soluzioni», ma aiutaci San Benedetto a non pensare a quel filmato del 1994 che compare su Youtube quando clicchiamo Renzi-Mike Bongiorno – Ruota della Fortuna. La Basilica di San Benedetto, ristrutturata nell’800 perché distrutta da un altro terremoto, va prontamente ricostruita, non solo per esigenze di culto, ma in una prospettiva civile e identitaria dell’intero Paese. Senza Benedetto il Cristianesimo, il Cattolicesiomo e l’Europa non sarebbero tali. Più semplicemente non sarebbero. I benedettini ricostruirono l’Europa, ora ricostruire Norcia spetterebbe all’ Europa, sperando che non si comporti come con la Grecia. Siparietto. Comunque vada la città dovrà rinunciare per sempre ad una fetta della sua storia, come avvenne in seguito agli altri terremoti. Nel 1328 perse il suo aspetto romanico e preromanico, nel Settecento gran parte dell’edilizia rinascimentale e barocca, nell’Ottocento l’impronta settecentesca, i palazzi abitati, mobiliati e il suo ornato. Oggi è venuto giù lo stampo ottocentesco che la diversificava dalle espressioni tipiche medievali, caratteristiche delle altre città umbre, come spiega lo storico dell’arte Romano Cordella il quale avverte: «è assolutamente necessario che Norcia conservi i suoi presidi culturali costituiti dal Museo della Castellina, dal Criptoportico, dall’Auditorium, dal teatro, dall’archivio, dalla biblioteca comunali e dalle tante chiese disseminate nel suo territorio». Affinché ciò sia possibile le preziose testimonianze storiche e artistiche e il suo paesaggio scampati dalle ultime scosse dovranno assurgere a patrimonio dell’umanità. Ne posseggono i requisiti. Non è forse la Valnerina un paesaggio culturale in cui l’iterazione tra uomo e ambiente rappresenta un capolavoro del genio creativo? Non è forse quel paesaggio un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente, tanto da poter essere associato ad avvenimenti, idee, credenze o opere artistiche e letterarie dal significato universale? Non sono forse quei luoghi esempi rappresentativi di grandi epoche storiche e dei processi geologici, ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema? Pochi luoghi come la Valnerina, Norcia e il Casciano includono habitat naturali di assoluto interesse per la conservazione delle biodiversità. È vero, serve tanta forza da parte di tutti, come dice Renzi; ma servono soprattutto intelligenza e bagaglio di conoscenze – sia scientifiche che umanistiche – per non rimanere ancora una volta attoniti e terrorizzati al pari di quei cacciatori di passo di Montegallo che dal loro appostamento hanno ripreso e messo in rete la violenta scossa che li ha investiti. Beata umbritudine, umbra beatitudine.


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