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Il dibattito sviluppatosi intorno al Turreno fino a questo momento porta con se una triste conclusione: 900 posti o 1200. Eppure la proposta di Mauro Agostini, uscita nel Corriere dell’Umbria qualche giorno fa, parlava di uno spazio da modellare secondo le esigenze e le potenzialità di una città, che grazie ai suoi molteplici punti di riferimento – Accademia delle Belle Arti, Conservatorio, scuole di danza e di alta formazione tecnologica e Università varie – spiccherebbe a livello nazionale e non solo. Purtroppo però la consolidata mancanza di un vero luogo di riferimento in cui far incontrare le diverse forme culturali costringe a rimediare su “scarti” che poco rendono onore al potenziale culturale di Perugia. Tutto questo senza dimenticare che i garage e i fondi in genere sono utilizzati per parcheggiare macchine o clandestini. Nulla nella parole di Agostini (pare) viene negato, neppure i concerti che forse in un non spazio riuscirebbero a trovare 1200 posti. Purtroppo va constatato che se non esistessero spettatori non ci sarebbero neanche i direttori artistici


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