670 views

Accreditamento condizionato. È questo il giudizio finale che l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, dà riguardo l’Università degli studi di Perugia. L’ateneo è stato visitato un anno fa e per per 4 giorni da una specifica commissione composta da 15 esperti i quali hanno cercato di capire se il sistema che punta a garantire la qualità dell’ateneo funziona o no. Nove i corsi di laurea esaminati: Ingegneria informatica ed elettronica, Scienze dell’educazione, Scienze agrarie e ambientali, Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Italianistica e storia europea, Ingegneria civile, Scienze chimiche, Amministrazione e legislazione aziendale e infine Medicina e chirurgia. E pensare che in questi giorni i dirigenti del Università sono in Cina a firmare protocolli d’intesa per la alta formazione. La scheda riassuntiva, composta da 41 voci, aveva voti che andavano dalla A («segnalato come prassi eccellente») alla D («non approvato per criticità importanti») passando per B («approvato») e C («accettato con una raccomandazione»). A prevalere sono state le B e le C, con due sole A (politiche per la qualità, presidio qualità) e altrettante D (valutazione dell’apprendimento e nucleo di valutazione). Un dato non posito per l’Ateneo perugino che vede calare anche il numero degli isctitti nel quadriennio 2010-2014 che diminuiscono di circa 4300 unità. E pensare che in questi giorni i dirigenti dell’Università sono volati fino in Cina per firmare protocolli d’intesa per l’alta formazione. Chissà se torneranno con qualcosa di concreto in mano o solo con le solite chiacchiere


Copyright 2011 Limpiccione.it