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Nell’aria sembra che si respiri una troppa sicurezza, che il passato insegna, può essere dannoso. E così si fanno sentire le critiche da parte degli sfidanti della presidente della Regione uscente che mercoledì non si è presentata alla tribuna elettorale che si è svolta nella sede della Rai regionale. Dallo staff fanno sapere che si è trattato “solo questioni organizzative”. Otto sedie per gli otto sfidanti, ma una è rimasta libera. Erano, infatti, presenti gli altri sette candidati: Claudio Ricci (centrodestra), Andrea Liberati (M5s), Michele Vecchietti (L’Umbria per un’Altra Europa), Simone Di Stefano (Sovranità), Aurelio Fabiani (Casa Rossa), Fulvio Carlo Maiorca (Forza Nuova) e Amato John De Paulis (Alternativa Riformista). “Prosegue il suo tentativo di essere rieletta essendo invisa alla maggioranza degli umbri. Tentativo iniziato con il varo della penosa legge elettorale regionale nella quale non è previsto voto disgiunto e ballottaggio. Del resto si tratta dello stesso silenzio calato nei confronti del governo Renzi e dei suoi sciagurati provvedimenti contro l’Umbria” sono state le parole di Michele Vecchietti, di L’Umbria per un’altra Europa, mentre per Andrea Liberati, candidato M5S, Marini ha “l’ossessione per il Movimento Cinquestelle”. L’entourage della presidente uscente ha subito risposto, spiegando che la sua assenza era solo legata a questioni di organizzazione: “Non c’è nessuna volontà di sottrarsi al confronto e che l’assenza è legata solo a questioni organizzative per la campagna elettorale”.


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