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La polemica sembra non placarsi. Carlo Petrini, numero uno di Slow Food, ha lanciato una stoccata all’organizzazione dell’Expo di Milano, criticando la presenza all’Esposizione di McDonald’s. “Circo Barnum” è la definizione del fondatore di Slow Food di una Expo “che non può ridursi solo in una fantasmagorica, straordinaria impresa estetica ma deve avere contenuti”. L’idea originale è stata “ridotta con cattivo gusto, facendo intendere che non aveva appeal per attirare le persone: hanno scelto un’ipotesi diversa, hanno perso grande opportunità di fare cultura e di trasmetterla”. Una stoccata che McDonald’s non ha gradito e a cui ha replicato. “Ci domandiamo perché chi proclama l’importanza della biodiversità non accetti poi l’idea della diversità dell’offerta e soprattutto non dimostri rispetto per la libertà e la capacità di scelta delle persone”, accusando poi Petrini di “retorica terzomondista”. “Siamo orgogliosi – ha aggiunto McDonald’s – di servire in Expo 6000 pasti giornalieri di qualità e a un prezzo accessibile, con ingredienti che provengono dagli agricoltori italiani”. Non si può dar torto alle parole di Carlo Petrini. Una manifestazione internazionale, che dovrebbe rappresentare l’eccellenza, in realtà si sta riducendo in qualcosa che non riesce a trasformare tutte le belle parole iniziali in fatti. E questo a discapito dell’Italia e di coloro ci credono veramente. Altro modus operandi tipicamente italiano


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