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Tutto fumo e niente arrosto? Sembrerebbe proprio di si. Cambia la giunta, cambia il progetto ma non cambiano i problemi. Lo Stadio Santa Giuliana verrà ristrutturato, questo si vuole dare per certo. Meno certi sono i fondi con i quali l’idea sarà attuata, soprattutto dopo che il Comune si è lasciato sfuggire il bando regionale sugli impianti sportivi 2014 (leggi anche Addio soldi per impianti sportivi). L’assessore allo Sport Emanuele Prisco, dopo l’interpellanza del consigliere Tommaso Bori del Pd, spiega che lo stadio diventerà un contenitore destinato anche alla musica e alla ristorazione, in modo da renderlo frequentabile anche nelle ore serali. Bene. O anche no. Perché una struttura potenzialmente ottima per l’atletica leggera deve essere snaturata della sua funzione principale? Se nonostante i soldi già investiti dalla precedente amministrazione lo stadio continua a essere una struttura sportiva a metà (fatiscente e decadente), è possibile che diventi una struttura in grado di accogliere stabilmente musica e spettacoli? Rimarrebbe un ibrido (leggi anche Santa Giuliana poche gioie e molti dolori). Allo stato attuale, l’amministrazione potrebbe operare con l’apporto di 500.000 euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e con i 150.000 euro previsti dal piano triennale degli investimenti per le opere pubbliche. Nell’attesa di una decisione si prova a racimolare qualcosa cercando dalle tasche di qualche privato disposto a sborsare la somma di oltre 1.200.000 mila euro previsti per la sistemazione della pista di atletica, l’acquisto delle attrezzature, la manutenzione straordinaria, il recupero dell’ex curva e l’illuminazione per rendere l’impianto funzionante anche la sera. Ma invece di aggiungere idee su idee, perché non si porta avanti un progetto reale fattibile con i soldi reali già disponibili, provando anche a evitare il licenziamento dei lavoratori della cooperativa che gestisce gli impianti, la Darvin, che dovrebbe chiudere i battenti a fine mese? (leggi anche I lavoratori senza stipendio) Chi tutelerà queste persone che a breve non avranno più di cui campare? Aspettiamo delle risposte in merito


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