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La Regione non concede finanziamenti per gli impianti sportivi. La minoranza PD si scaglia contro la giunta Romizi per aver elaborato e presentato un progetto mancante di innovazione. Perugia così resta a bocca asciutta. Per la prima volta gli impianti sportivi non riceveranno i finanziamenti stanziati dalla Regione Umbria. Uno smacco, e non solo perché il settore dello sport ha bisogno urgente di risorse economiche, ma perché il contributo complessivo regionale di 900 mila euro è stato destinato alla realizzazione di 14 progetti includenti comuni minori e palestre della stessa provincia, escludendo, invece, la città del Grifo.
Ovviamente la minoranza PD, tramite il consigliere Tommaso Bori, muove l’accusa alla maggioranza consiliare, che “non è stata in grado di elaborare un progetto valido ed innovativo, perdendo così il finanziamento perché la proposta presentata è stata giudicata mancante dei criteri di attrattività ed innovazione. Sicuramente al risultato negativo ha contribuito lo smantellamento dell’Unità operativa agli impianti sportivi ed aree verdi, che è stata accorpata alla parte amministrativa”. Secondo il consigliere, la maggioranza è rea anche di non aver accettato dei loro suggerimenti, sicuramente più attrattivi, che sarebbero stati in grado di raggiungere una platea più vasta di utenti, soprattutto di giovani. Uno di questi era la realizzazione del primo skatepark pubblico di Perugia. Insomma, la palla infuocata, rimanendo in ambito e gergo sportivo, ricade inevitabilmente nelle mani dei cittadini, con la conseguenza di una proposta impiantistica depenalizzata. Già ne avevamo parlato in questo articolo sul Santa Giuliana e in questo sulla precarietà dei lavoratori
Alcuni esempi: La pista di pattinaggio di Pian di Massiano ormai non ha più niente di decente. Ruggine e buche ovunque. Mentre nella palazzina adiacente, provvista di 4 spogliatoi, 2 bagni e un’infermeria, qualcosa è stato provato a fare. A luglio 2013 erano iniziati dei lavori di ristrutturazione in cui hanno rifatto parte del tetto, dei bagni e dell’infermeria. Il palazzetto di via Pellini ha il tetto in eternit, spogliatoi che cadono a pezzi, pavimenti sconnessi e zona inagibili. Il santa Giuliana, in cui abbiamo parlato anche qui, non se la passa meglio. Pista inesistente, protezioni lacerate o inesistenti e via dicendo.

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