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Umbria, i tuoi figli trovano in te un barlume di speranza. In te che conservi intatto il tuo antico nome, malgrado le ondivaghe politiche stabilite sopra la tua testa. Umbria perseverante, determinata, ostinata nonostante l’insensibilità dei governi, non solo centrali; Umbria schiacciata dal mortale e salottiero chiacchiericcio della provincia, Umbria convinta di macinare politica mentre macini solo noioso correttismo ideologico; regione bagnata e poi salvata dalle acque, come ti definì Erodoto; salvata certamente dalle alluvioni, dai terreni che smottano come panna montata, risparmiata dalle piogge eccezionali, dai fiumi che si gonfiano esondando, perché i tuoi antichi fossi furono faticosamente tracciati e – anche se oltraggiati dai satrapi del cemento – reggono ancora allo psicodramma autunnale delle piene causate dalle bombe d’acqua. Umbria appiccicata alla mosca olearia, che per mesi svolazzò serena tra le chiuse dei tuoi colli. Umbria di Festival Immaginario, Festival del Giornalismo, Festival della Scienza e della Filosofia e persino di Oleide, che non è un festival, ma nemmeno bruschetta tout court; Umbria di Guarducci e Riccini Ricci che hanno un progetto, fanno squadra tra loro e, sorprendendo tutti quanti, fanno anche le convocazioni. Umbria-Marche, Marche-Umbria, macro, micro-regione, Italia di mezzo, annessa o no al Granducato, tentazione pontificia: insomma, cosa ci dobbiamo scrivere sul navigatore per raggiungere l’Expò 2015 di Milano? Umbria confusa dalle troppe anime del PD, che t’appresti alle elezioni regionali, che tiri la volata al secondo mandato di colei che – gira che ti rigira – governerà ancora sul periglioso momento storico. La spunterai (auspichiamocelo) sulla titanica vertenza ternana? Troverai il lavoro per i tuoi giovani? Porrai rimedio agli sprechi delle partecipate, alle buche dei tuoi asfalti e ai buchi dei tuoi bilanci? Umbria che t’interroghi, senza darti risposta, sull’efficienza dei servizi, sul rinnovamento generazionale dei tuoi governanti, sulla mancanza di senso della comunità della tua classe dirigente, non è che ti sorrida poi tanto la vita. Anche se non ti sorride più di tanto, tu – con la medesima nonchalance con cui Buffon si fa passare i palloni sotto le braccia – troverai sempre, ne siamo certi, un motivo di conforto e di speranza. Intanto nell’attesissima pubblicazione della guida ai tuoi ineffabili ristoranti, curata da Peppino Cerasa per conto di Repubblica.


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