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Utilizzare gli edifici vuoti del comune di Perugia e dei privati per creare uno “studentato diffuso” nell’Acropoli.

È questa l’idea al passo con le moderne concezioni di accoglienza turistica che è partita dal gruppo facebook “Perugia: ieri, oggi e domani” e portata a Palazzo dei Priori dal capogruppo di Ncd Emanuele Scarponi dopo il divampare delle polemiche – con il relativo blocco dei lavori – sul complesso studentesco che dovrebbe nascere a San Bevignate.

All’amministrazione comunale chiediamo di verificare la fattibilità di un progetto per realizzare più dormitori nei contenitori vuoti del centro storico. Tenendo conto che per la struttura a Monteluce sono stati stanziati 13milioni di euro messi sul piatto dalla Regione” ha dichiarato Scarponi.

Sono molti gli spazi che si potrebbero riqualificare così da razionalizzare le spese e rivitalizzare il centro storico: l’ex caserma di corso Garibaldi e l’ex caserma di piazzetta Ferri, in via dei Priori. E ancora: l’ex carcere di piazza Partigiani, edificio fatiscente e da anni “immobile” grazie anche alla mancata interlocuzione con i vari ministeri competenti. Per non contare quelli privati o di proprietà del Comune, come l’ex Tim, ex Coin, Turreno, l’ex sede del comune in via Fiorenzo di Lorenzo, zona tra via Oberdan e scalette San Ercolano.

Intanto il sindaco Boccali intervenendo ad un incontro della Cisl smorza i toni e annuncia che non ci saranno revisioni al progetto (approvato e messo in cassaforte nel 2007 quando lui era assessore all’urbanistica) ma una proposta completamente nuova. Aprendo esplicitamente la porta all’idea proposta da Scarponi.

L’Adisu, con il suo commissario straordinario Maurizio Oliviero, si dichiara aperto a soluzioni alternative purché se ne discuta a breve per non perdere i finanziamenti statali legati alle residenze in via Dal Pozzo. Oliviero ha comunque confermato che da punto di vista normativo sarebbe tutto in regola, come dimostrerebbero la serie di comunicazioni con la Soprintendete e datate dicembre 2013. Intanto la Regione ha convocato un incontro con il Comune di Perugia, Adisu e Università per affrontare lo spinoso problema dello studentato

Un’idea, che va controcorrente rispetto alle attuali gerarchie locali e che vede l’appoggio di gran parte dell’opinione pubblica. Un abbandono dell’uso indiscriminato del cemento, per una riqualificazione necessaria dell’Acropoli. Con il risultato collaterale di riportare nel cuore di Perugia residenzialità e vita. Un progetto del genere può trasformarsi in una manna dal cielo per la città. Certo, non mancano le solite voci fuori dal coro, forse per interessi personali o per deontologia politica, ma questo nuovo modo di rivalorizzare gli spazi abbandonati che contrasta l’attuale immobilismo politico e di idee che questa città sta vivendo ci piace.

E sia Limpiccione che Piacere Magazine ne faranno una campagna di sensibilizzazione sull’opinione di pubblica. Ti chiediamo di supportarla e di farla girare.


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