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“Mi sentivo responsabile delle bellezze del mondo”. L’epigrafe, stampata nei teli di copertura dell’Arco Etrusco e riportante parole tratte dalle Memorie di Adriano, denota chiaramente lo stato disastroso in cui questa città sta vivendo. Una città senza dubbio grata al re del Cachemire Brunello Cucinelli per il suo finanziamento, ma sempre più di “proprietà” di pochi. Di alcune persone (nel bene e nel male) e non della collettività. Certo, il restauro dell’Arco Etrusco è un avvenimento importante e favorevole a tutti a prescindere, ma la sensazione desolante che si prova pensando a quello che le amministrazioni non fanno e non hanno fatto lascia l’amaro in bocca. Fra un po’ di tempo passeremo sotto la “porta” della città e diremo: “Guarda che bello. Solo grazie a Cucinelli!” Nel tempo Perugia non verrà associata all’Arco Etrusco, ma all’Arco Etrusco di Brunello Cucinelli. Sia chiaro: Ce ne fossero di Cucinelli ad aiutare il patrimonio comune! La speranza (ormai più morta che viva) però è che questa città e questo paese riacquistino quella dignità che ormai abbiamo perso nelle memorie di qualcuno.


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