Tutto capovolto

Livio Sollo
capovolto
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Il mondo va alla rovescia. Non vogliamo pagare l’Imu. Qua se magnano tutto come sempre. Pensieri veloci, frasi rubate quando si ordina un cappuccino al bar, raccattate dalla vecchina che ti precede alla cassa mentre butta due dita nel portamonete, colte di sfuggita digitando il numero della pompa quando fai benzina. Nel mare di notizie, commenti più o meno dovuti e riflessioni più o meno azzardate, notiamo come i pensieri e le parole del popolo frustrato da un avvenire nero per i figli siano sempre gli stessi mentre le espressioni della politica fallimentare cambiano nella forma e nella sostanza. Il terremoto, anzi tsunami, di Grillo ha rovesciatole logiche preistoriche di una comunicazione politica e giornalistica con risultati deprimenti, non solo per la pochezza dei contenuti ma anche per un susseguirsi di eventi che nemmeno il combattente in prima linea Casaleggio nella guerra contro la Massoneria poteva prevedere.

Pensate a quello che è uscito dal ritiro a Coverciano Siena di Letta, Alfano e compagnia cantante. Dopo decisi e vibranti appelli al disgelo urlati contro il muro di gomma di Crimi, ecco lanciare il diktat tipico della campagna elettorale di Grillo, con immancabili commi, asterischi e scritte in piccolo: ai ministri è vietato andare in televisione e fare dichiarazioni durante la campagna elettorale per le amministrative, pena essere messi in un angolo e contare fino a cento. Dall’altra parte del ring, i contendenti cinque stellati siciliani (il famoso “sistema Sicilia che funziona” che tanto umettava le labbra degli opinionisti) ammettono che la diaria va tenuta. Se non tutta, almeno la maggior parte. Il motivo è detto: i soldi servono a pagare i dipendenti. Ma non era la stessa cosa che dicevano i vecchi parlamentari, quelli brutti e disonesti, quando mostravano la busta paga?

Senza dimenticare naturalmente le ovvie differenze tra la logica di Grillo, che differisce dai capi degli altri partiti per il suo spiccato attaccamento alla divergenza di opinioni interne, e le azioni dei suoi deputati cittadini, ci troviamo di fronte ad un antisistema che si accorge di come alcune idee del sistema non siano proprio campate in aria, mentre lo stesso sistema fa finta di avvicinarsi all’antisistema nascondendo in tasca le solite facce. Il tutto con un Governissimo che sta al bene del paese un po’ come la Pro Patria sta alla Champions League mentre su canale 5 si consuma uno dei delitti più atroci alla libertà di pensiero della storia del Berlusconismo.

Piove, governo ladro. Non ci sono più le mezze stagioni. Il mondo va alla rovescia. Ecco tra tutte le sentenze ascoltate per caso forse l’ultima è la più azzeccata.

Il punto è: chi la pronuncia si rende conto che è la verità?


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