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Sorprendente, hanno deciso di buttare a mare il tormentato passato e di accelerare. Alla Regione, perno del sistema di potere dell’Umbria, stanno per spegnere tre delle cinque candeline di questa legislatura, ma non ci sarà alcuna festa. La tentazione di far festa, in verità, in qualcuno è affiorata ritenendo di aver risolto una montagna di problemi e di aver cucinato riforme epocali; poi uno sguardo più attento sulle devastazioni della crisi, sulle liti quotidiane, sui narcisismi e sui guai giudiziari, ha consigliato di soprassedere.

Ma la mattina di Pasqua è accaduto qualcosa di clamoroso, che fa ipotizzare uno scenario più che virtuoso. Il meglio della classe politica del centrosinistra, illuminata sulla via della responsabilità, si è riunito di buon mattino per sancire la svolta: un vero e proprio giuramento per il buon governo e per la buona politica. Si è riunito in un vertice segreto – che poi, come tutti gli incontri segreti, tanto segreto non deve essere stato se ne siamo venuti a conoscenza – che produrrà questo risultato: l’Umbria, che stava scivolando vero il Sud, risalirà rapidamente verso il Nord. Siamo venuti in possesso di alcuni stralci del verbale del giuramento, dai quali emerge quanto segue.

In Regione e nei grandi Comuni, gli alleati della maggioranza rinunceranno a darsi randellate, accantoneranno i dissidi ideologici e soprattutto quelli personali, lavoreranno di più per i cittadini, non ascolteranno più le sirene delle corporazioni, taglieranno sprechi e superfluo, ritroveranno l’umiltà chiedendo aiuto a saggi ed esperti per rimediare agli errori del recente passato. Inoltre dedicheranno tutti gli sforzi, gettando il cuore oltre l’ostacolo, per favorire nuovi posti di lavoro; nell’attesa, un’ordinanza stabilisce: i dipendenti pubblici (soprattutto i dirigenti) che hanno ricevuto premi anche in tempi duri come questi, per solidarietà adotteranno disoccupati e precari finché il vento non girerà.

Grandi novità anche per il Pd, il grande partito. Torneranno a fiorire le sezioni; anzi, verranno organizzate sezioni volanti in ogni quartiere (e se il quartiere è grande, più sezioni volanti), dove si daranno il turno 24 su 24 esponenti politici e soprattutto amministratori per ascoltare i cittadini e per stare loro più vicini. E siccome, oltre al presidente, si guarda anche al futuro, il Pd ha deciso che l’anno prossimo sarà magnanime rinunciando alla guida di (almeno) Perugia, Terni, Foligno, Spoleto: appena la notizia circolerà, il più tramortito per la prospettiva dell’alternanza sarà il centrodestra, che tirerà subito un sospiro di sollievo ritenendo che l’alternanza tocchi ai grillini, campioni di arroganti certezze. L’impegno per le sezioni volanti e per il disimpegno nei grandi Comuni, è stato battezzato all’unanimità il patto della coratella.

Ma nel verbale del giuramento c’è un foglio rivoluzionario per la sanità. Al vertice segreto ha partecipato anche l’Università, che pare abbia dettato la linea. E’ stato sciolto il nodo della sede della seconda Asl: né Terni né Foligno, ma Strettura. Il primo punto nascita che verrà abolito non sarà più quello di Assisi (anche per riguardo, pare, a Papa Francesco), ma quello di Pantalla: per dare il buon esempio. I doppioni verranno decapitati all’istante, decollerà subito la razionalizzazione, l’organizzazione sanitaria vivrà la sua primavera. E verranno immediatamente abbattute le liste d’attesa, probabilmente già dalla prossima settimana. Sarà possibile una mammografia di sabato pomeriggio e una tac di domenica mattina, così come tanti altri esami, perché gli ospedali saranno a disposizione dei pazienti, non soltanto per le urgenze, anche nel fine settimana. E così, oltre a soddisfare i cittadini e ad abbattere la rabbia di chi deve aspettare mesi per un esame, la sanità pubblica recupererà competitività rispetto a quella privata.

Poscritto. Quanto sopra è, purtroppo, un pesce d’aprile: probabilmente maldestro, sicuramente amaro. Una cosa, però, è vera: gli ospedali aperti anche nel fine settimana al fine di ridurre le liste d’attesa. Accade già in una Asl del Veneto.


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