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Il termine inciucio deriva dall’espressione dialettale napoletana ‘nciucio che significa spettegolare parlando fitto ed a bassa voce. È di origine onomatopeica, richiama il ciu-ciu che si percepisce dal chiacchiericcio di due persone. È di recente entrato a far parte dell’italiano gergale del giornalismo politico per indicare un accordo sottobanco, un compromesso riservato tra fazioni formalmente avversarie, ma che in realtà attuano, anche con mezzi ed intenti poco leciti, una logica di spartizione del potere (Wikipedia)

Dobbiamo liberarci dal complesso e dalla malattia dell’inciucio: Gramsci diceva che la paura dei compromessi è indice di subalternità culturale. (Massimo D’Alema)

Secondo me, il compromesso storico è il frutto di una profonda confusione ideologica, culturale, programmatica, storica. E, all’atto pratico, risulterebbe la somma di due guai: il clericalismo e il collettivismo comunista. (Giulio Andreotti)

Un compromesso è perfetto quando tutti sono scontenti. (Aristide Briand)

Ogni compromesso è un’automutilazione. (Giordano Bruno Guerri)

La bisessualità non è tanto un’evasione, quanto uno spaventevole compromesso. (Jill Johnston)

L’illusione è una speranza senza compromessi. (Giovanni Soriano)

Coloro che sono inclini al compromesso non potranno mai fare una rivoluzione. (Mustafa Kemal Atatürk)

Il compromesso consiste nel conciliare pretese divergenti attraverso reciproche concessioni. Per questo è necessario che le due parti abbiano entrambe una pretesa valida e qualche valore da offrirsi reciprocamente. E, a sua volta, ciò significa che entrambe le parti concordano su un principio fondamentale che serve da base per il loro accordo. (Ayn Rand)

Il compromesso è la sistemazione di un conflitto fra interessi diversi tale che dà a ciascuno dei contendenti la soddisfazione di pensare di aver avuto ciò che non gli spettava e di non essere stato privato di nulla tranne che di ciò che gli era dovuto. (Ambrose Bierce)

Il compromesso era solito significare che mezza pagnotta era meglio di niente. Tra i moderni statisti sembra in effetti che mezza pagnotta sia meglio di una pagnotta intera. (Gilbert Keith Chesterton)

Il compromesso non è altro che il sacrificio di una cosa buona o giusta fatto nella speranza di conservarne un’altra; tuttavia troppo spesso si finisce per perderle entrambe. (Tryon Edwards)

Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte. (Amos Oz)

Tutto il governo – anzi ogni beneficio e gioia umani, ogni virtù e ogni azione prudente – sono fondati sul compromesso e lo scambio. (Edmund Burke)

Un compromesso è perfetto quando tutti sono scontenti. (Aristide Briand)

Niente è più nobile di un compromesso per Amore e niente è più squallido di un compromesso all’Amore. (Paul Mehis)

Tutti i nodi vengono al pettine, quando c’è il pettine. (Leonardo Sciascia)

Poscritto. Sono alcuni aforismi o frasi sul compromesso, che troppo spesso ormai viene declinato in inciucio. Sul piano politico, senza voler scomodare il recentissimo richiamo del Capo dello Stato al precedente virtuoso della solidarietà nazionale, il compromesso è stata la materia prima cucinata da che mondo e mondo. Certo, di inciuci se ne sono visti tanti. Ma che c’entrano con i compromessi, senza i quali – a meno che non si sia autosufficienti – non si governa neppure un condominio? E quanti compromessi – fatti salvi i principi irrinunciabili – ciascuno di noi di fatto consuma nella vita, a meno che non si intenda risolvere ogni questione a colpi di pistola? Se proprio vogliamo dirla tutta, in questo Paese, da molti anni a questa parte, hanno trionfato le tifoserie; con la conseguenza che c’è stato un difetto di accordi, e quindi di compromessi. A parte il fatto che in troppi ritengono le malefatte degli altri colpe, derubricando in errori le proprie malefatte (e così anche per i compromessi: quelli nostri sono sempre nobili, quelli degli altri sempre inciuci), viviamo una stagione senza coraggio e senza visioni strategiche. Ma che Italia è diventata?


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