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Ognuno la remissione dei peccati se la guadagna a modo suo. L’umbro, chino sulla propria porzione di agnello, né penitente né pentito per la triste sorte del tenero ovino, infischiandosene dei vegani che imperversano su Facebook, si appresta a celebrare la Pasqua, santa o sibarita che sia. Lo fa con quello che passa il convento. E di conventi in Umbria ce ne sono, così come ci sono tante chiese e monumenti. I siti istituzionali che si occupano di turismo lanciano messaggi invitanti del tipo: non c’è periodo migliore di questo per visitare l’Umbria delle cerimonie sacre, del canto in latino dei misereri tramandati oralmente, delle processioni illuminate da fiaccole, rese più suggestive dal suono cupo delle catene dei penitenti, dal rumore dei passi sul selciato, che richiamano alla purificazione e alla redenzione. Da bambini eravamo curiosi di sapere chi si celasse sotto i cappucci dei penitenti: oggi che siamo grandicelli non ci dispiacerebbe apprendere che vi siano celati i ministri delle finanze dell’eurozona. Ora le curiosità umbro pasquali sono altre, tipo sapere la verità definitiva sui gancetti del reggiseno di Meredith e sull’impronta delle scarpe di Raffaele Sollecito. Si rinnova così il tormentone giudiziario, che ad oggi ha solo un colpevole di matrice lombrosiana, al di “qua” di ogni ragionevole dubbio. Intanto che Perugia mostra puntualmente il suo fondo torbido, il Ponte delle Torri di Spoleto esporrà i cartelli che scoraggeranno l’utilizzazione impropria delle sue abissali campate. In questo volgare e disameno periodo della sua esistenza, la regione santa assiste al Golgota della politica e dell’economia.

Siparietto. E’ giunto il momento di dare una nuova lettura ai simboli della passione, quali il teschio, il calice, la colonna, il gallo, i 40 denari, la corda, i flagelli e la corona di spine. Nonostante tutto gli operatori confidano che saranno in molti i turisti a farci visita, dato che la crisi ha calmierato i prezzi. Qualcuno approfitterà per fare visita alla casa degli orrori o al palazzo del Broletto, dopo essersi fotografato davanti alla Fontana Maggiore. E il maltempo? Speriamo che la sua durata sia breve come la rovinosa carriera politica di Monti, perché senza una sperella di sole il turismo non riparte, benché rilanciato dalla cronaca nera. Per fortuna il 17 aprile la Regione presenterà da Milano «Sensational Umbria Project», il percorso promozionale fotografico di McCurry, incaricato di interpretare le diverse identità di questa comunità alla frutta, sempre più difficile da ritrarre, perché non riesce ad identificarsi con lo sguardo ieratico di Veronica, la Venere delle Gaite, che compare sulla locandina dell’evento. Due occhi, i suoi, che dovrebbero aver ricordato al fotografo quelli verdi della ragazza afghana, che lo resero famoso. Il sudario, i chiodi, il martello, la spugna, la lancia, i dadi, la scala, le tenaglie e lo sguardo di una fanciulla in abiti medievali, sullo sfondo della città dei delitti, che mostra le sue insanabili crepe e ricorda al resto del paese il Lombroso, più della mostra del Signorelli e del Perugino. Colonna sonora consigliata, il suono lugubre e sordo delle catene dei pentiti, sempre pochi rispetto a quanti dovrebbero farsi un approfondito esame di coscienza. Beata umbritudine, umbra beatitudine.


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