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Viste le affascinanti metamorfosi di personaggi fino a ieri unicamente interessati (ma con meticolosa partecipazione) agli esiti domenicali del proprio soccer-club, oggi infiammati attivisti politici che fanno del “sentito dire” una filosofia su cui basare una spietata retorica di rivendicazioni e diritti…dicevo, visto tutto questo…posso avere una voce in capitolo anche io? In fondo ho “sentito dire” un sacco di cose, e…vorrei…

No?

Avete ragione, sono arrivato tardi: oggi è un giorno di silenzio e profonda introspezione. Riflettiamo sui nostri peccati. (mi sono salvato, amen).

Si perché siamo alla grande Vigilia. Una importante, una di quelle che può arrivare a sorpresa, (sono già aperte le scommesse per la data della prossima) in una giornata in cui quest’obbligo di digiuno arriva nel momento in cui sei pronto ad addentare la tua profumata fetta di salame al tartufo e t’arriva la profetica, orwelliana notizia: domani devi votare. Boom.

…“devo”? Si, lo sai bene: per quella questione dei diritti e doveri del cittadino, ti rimborsano anche il treno!

Il patimento di dover rinunciare all’ormai ocularmente digerita fetta di salame può descrivere il disorientamento suscitato dall’imprevisto evento.

Inizia un monologo interiore in cui oscillano stati d’animo di profonda appartenenza sociale (per cui il nostro voto potrebbe essere determinante per il futuro delle prossime 2-3 generazioni), e di assoluto disinteresse e noia per tutto quel parlottare pieno di retorica che fino a ieri non ci ha mai sfiorato l’anticamera cerebrale.

Si pensa anche di non votare – un’ancora di salvezza!! – cercando il miglior modo di convincere i nostri simili che questo gesto è sinonimo di una rivoluzionaria “stanchezza” per l’attuale preistorica classe dirigente.

I picchi ipoglicemici si fanno sentire. È l’assenza del salame.

E ora che si fa? Si guarda ai simboli dei partiti? Magari chi ha il grafico più bravo potrà fare un bel disegnino per la futura dracma greca che affollerà le nostre tasche.

215 simboli? Quanti? No, no…prendiamo i primi 5-6 risultati di Google-immagini sennò facciamo notte e tocca digiunare davvero.

La situazione è spiazzante:

M5S sembra avere lo stesso Art Director di tutte le insegne dei Motel del Texas – eppure dovrebbe essere un 5 stelle, diamine! Ma non saranno mica le stelline cucite sullo scudetto della Juventus? Con tutti sti tifosi…

PD particolarmente simmetrico e sintetico – già tanto che non abbiano scritto le 380000000 battute di programma nel simbolo – per certi aspetti, rilassante e  speranzoso: sarà quel ramoscello d’ulivo che ci ricorda l’invadente anelito di pace della Resurrezione, il pranzo spensierato della Pasqua, la serie delle colombe stigmatizzate di Picasso con il ramoscello in bocca…e…Rutelli…!

INGROIA s’è saggiamente buttato sul verista “Il quarto stato” stilizzato…o forse è un riferimento al quadro preparatorio la “Fiumana”? Speriamo non sia profetico come la metaforica “fiumana del progresso” verghiana: di vittime deboli la storia ne ha già avute abbastanza.

La Lega si presenta a spada tratta, con lo scalpitante animo del cavaliere medievale. Ma si sa, la letteratura cavalleresca è stata tutto un alternarsi di toni satirici e grotteschi…poi non è ben chiaro, visto l’approccio (almeno visivo) palesemente feudale, chi sarà vassallo e chi il beneficiario.

Silvio Superstar (perché non ha chiamato il partito così?) punta, come sempre, molto in alto, nella serenità di un cielo privo di nubi e possibilità di tempesta. E dall’alto del suo olimpo, con il rassicurante sorriso del buon pater familias, ce la restituirà quella fetta di salame che ci è stata iniquamente sottratta. Lo promette e ce lo sottoscrive, inviandoci gentilmente un modulo per il ritiro della suddetta alle poste. E non importa se la Svizzera si oppone: non sarà salame e emmental DOCG, ma vedremo che il buon vecchio cavaliere (ecco chi è il pupo del simbolo della lega!!), una fetta di caciocavallo, per arrotondare, la aggiungerà.

Il simbolo di Scelta civica [con Monti] impenetrabile e spigoloso come il suo tenico leader. Un cagnolino a passeggio sul nastro tricolore sarebbe stato gradito, almeno per ricordare i momenti di incontrollata dolcezza del premier. Paura di possibili “macchie” lungo il percorso? Con i 4 miliardi d’avanzo dell’Imu possiamo permettercela pure un’impresa di pulizia..

Fare. Ma che vuol dire?…un verbo? Mi tocca declinarlo? No perché cambio subito…ah ok, è all’infinito. Coraggioso e corretto da un lato, pusillanime e un pochino codardo dall’altro. Ma perché sui media politicizzati si trovano solo commenti (e sondaggi…) sul suo abbigliamento ibrido tra un clown e uno stravagante hipster? Saranno invidiosi per il  loro indelebile grigiore? Suvvia, la festa di laurea la farà se vince le elezioni…e poi, caro Oscar, stai tranquillo: nessuno ti giudicherà per un master in meno; in fondo il designer dei Verdi sarà al massimo iscritto al II anno della materna.

In questa babele di opinioni e colori si scorgono, lontane, le rassicuranti e colossali icone di  quella sfera intellettuale che potrebbe guidare, come una cometa, il nostro tortuoso cammino verso l’urna. Tra queste, i brillanti profili del grillino Dario Fo,  dei bersaniani Umberto Eco, Rodotà, Asor Rosa, dei berlusconiani…dei berlusconiani… (*Page not found).

… e si ritorna ai sani e vecchi asserti e interrogativi di un tempo: quelli pregni di demagogia, quelli ripetuti a memoria senza un minimo di rielaborazione sintattica (tanto per non sbagliare, poi, nella riformulazione), tipo – Eeeh quando c’era lui…!- Ma tu lo sai Casini sta volta da che parte sta? – E il Papa? Come s’è dimesso? Doveva essere un bel po’ indeciso anche lui… – Ma è vero che Silvio è discendente diretto di Gesù?

Questi “motti” li sentiamo riecheggiare dentro e intorno a noi, e comprendiamo quanto in fondo ci piace lasciarci cullare dalla vuota retorica di sempre, ostentando la solita insoddisfazione per qualcosa di cui non ci informiamo, ma per cui ci sentiamo maturi predicatori e pedagoghi.

Però, come avrebbe detto B. Constant, nell’età (e libertà) di noi moderni le cose vanno così e non è colpa di nessuno se non di quegli incravattati cattivoni che ci manipolano come burattini e ci imboccano paranoie e calunnie – ci imboccassero, almeno, anche la famosa fetta di salame…!

Ma si, avranno sicuramente ragione tutti nel dire che loro (i cattivoni) sono tutti, tutti uguali, che fanno parte della stessa cricca, che “non ci son più la sinistra e la destra di una volta”

come diceva Guzzanti? “Quando piove m****, te butti a destra o te butti a sinistra, gli schizzi t’arrivano lo stesso”…che la vera rivoluzione sia un ombrello più grande?


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