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Sono rimasti a bocca chiusa, oppure hanno biascicato risposte esilaranti, a domande del tipo: quando divenne Roma capitale? Perché Garibaldi venne chiamato l’eroe dei due mondi? Chi si incontrò a Teano? Quando fu la breccia di Porta Pia? Non hanno saputo specificare il significato di spread pur pronunciando quella parola in dibattiti televisivi con l’aria di chi la sa lunga. Hanno inciampato sulla differenza tra deficit e debito pubblico e su tanti altri aspetti che dovrebbero essere il pane ed il companatico della loro attività. Quanto sopra è accaduto ai politici, messi spesso sotto pressione – e alla berlina – da quegli irriverenti delle Iene. E’ la storia soprattutto degli ultimi anni, che ha messo a nudo la quota di ignoranza di molti rappresentanti del popolo: del resto, di questi tempi, il consenso diventa merito e l’essere nominati in Parlamento, senza che l’elettore possa scegliere, diventa competenza.

Non contenti di sapere poco o niente di storia, di economia e spesso anche dei provvedimenti che votano, non pochi politici hanno una particolare propensione agli strafalcioni. Prendono la parola e, quando non sono fumosi, fanno sfoggio di cultura. Ecco un florilegio di frasi del terzo millennio, tutte pronunciate in pubblico e molte durante le sedute delle Assemblee: Si lucifera che io voglio dimettermi, ma non è vero! Questo è l’esempio rampante che avevo ragione io. Ormai siamo in rotta di collusione. Come diceva Cartesio: Ergo, cogito, quindi sum! Come si suol dire: anche l’occhio va dalla sua parte! E scusate se adopero il plurale magistratis. Se parlo sollevo un vespasiano! Cos’è questa borgia dantesca? Ho ragione al 99 virgola per cento. La nostra gradita ospite ci ha fatto un grande onore col sedere fra di noi. E’ necessario fare una cernia tra idonei e non idonei. Il collega si dà troppe arie, è un melanomane. Finiamola con questo scaricabarilla. Dobbiamo evitare tutte queste linguaggini burocratiche. Mi è venuta un’idea malsana. Pannella ha ricominciato il digiuno della fame. Prima di cantar vittoria aspettiamo la fine dello sfoglio delle schede. E’ ora di chiudere i battelli. Bisogna dire che le tre proposte sono ambetre molto interessanti. Adesso basta, siamo arrivati a suturazione! Vi avverto, non cercate di prendermi sottobanca! Siamo finiti nelle sabbie morbide! Sarò breve perché oggi c’è un caldo polare.

Ma quella degli strafalcioni e delle citazioni a vanvera, è una “malattia” della cosiddetta seconda repubblica? Nossignori. Anche nella prima repubblica questo virus faceva le sue vittime. Ne è testimone Guido Quaranta, giornalista segugio del Transatlantico di Montecitorio, che negli anni Novanta mise insieme un bel po’ di castronerie. Eccone alcune: Respingo le accuse all’emittente. Il bagagliaio delle idee. Come dirò poc’anzi. C’è un netto calo demoscopico. Il bilancio è abbondantemente in pareggio. Arriva gente a flotte. Un ragionamento di una superficialità abissale. Proverò a fare un discorso in sintonia col mio pensiero. Sul bilancio si è abbattuta la scure delle forbici governative. Sono felice di tornare nel luogo che mi ha dato i genitali. Non ho la pretesa di ripetere una cosa nuova. Ora ripeterò una cosa nuova. Il sismografo segna tempesta. I rappresentanti della carta stampata e della cellulosa. Darò il mio voto obstorto collo. Il mio partito ha raccolto i bisogni della gente. I neo nuovi eletti. La spada di Temistocle. Sarò breve, anzi circonciso. Il confine di polizia per i mafiosi. Non perdiamo tempo inutile. Ti ringrazio per l’esausta disamina compiuta. La cecità sviluppa il senso tattico. Costruire in aree edificanti. Branchi di nebbia. Le colleghe hanno detto cose provocanti. Una improvvisa moratoria di pesci nell’Adriatico. La crisi abitativa dipende dalla pecunia di case. Chiamare un radiologo per riparare la radio. Solidarizziamo con il popolo grecio. Ai postumi l’ardua sentenza. Smettiamola con le convenevoli. E’ come pestare acqua nel mestolo. Il parere del sottoscritto, che peraltro condivido. Dobbiamo tornare e partire con un concetto di movimento mentale più ampio.

Nessuno è immune da strafalcioni, a cominciare dai giornalisti. Ma ci sono politici che se la godono più di tutti; e vengono rieletti.


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