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Se c’è una stagione umbra, questa è l’inverno. L’autunno ci illude, la primavera c’inganna, l’estate ci arde. Poi scende l’inverno dai monti e s’asside sopra i territori d’Appennino, come trovasse lì la sua patria e non volesse partirsene più. Qualcuno dovrebbe averne informato Dante. Ascendendo al Paradiso il Sommo Poeta si avvide che il freddo del Subasio si infiltrava giù da Porta Sole, sferzando Perugia e aggiogando -come recita la terzina- Nocera e Gualdo. Una leggenda narra che una merla con i suoi bianchi pulcini, per ripararsi dal gelo si rifugiò dentro un camino dal quale uscì solo il primo febbraio, sporca di fuliggine. Da quel dì tutti i merli nacquero neri. In realtà questi pennuti subiscono un dimorfismo sessuale nella livrea, che è color catrame nel maschio (con becco giallo-arancione) e bruna (compreso il becco) nelle femmine. Oggi il dimorfismo è applicabile alla politica, al punto che i candidati del medesimo partito rivestono forme in contrasto tra loro. Per alcuni schieramenti possiamo addirittura parlare di polimorfismo dei caratteri secondari: ogni riferimento alla diversità delle gonadi ve lo risparmiamo, perché rischierebbe di condurci a rozze esemplificazioni. C’è poi un dimorfismo/opportunismo stagionale, facilmente individuabile in alcuni uccelli e mammiferi come la pernice bianca e l’ermellino, ma anche nelle farfalle. Gli sfarfallamenti di Monti, prima e seconda fase, sono allo studio di eminenti entomologi. In Umbria mostra insufficiente dimorfismo il centrodestra, mentre sono sotto osservazione di insigni botanici le metamorfosi della sinistra, perché simili a quelle delle piante che sfoggiano fiori unisessuali, anziché ermafroditi. Neanche il fico si sottrae alla regola, inclusa la sua proverbiale foglia, che Bersani è costretto ad indossare dopo le quisquiglie senesi, facendo impennare i sondaggi a vantaggio di quanti vorrebbe sbranare. Mentre cala il sipario sulla sedicesima legislatura ci accorgiamo, ma guarda un po’, che quando i furbi vanno in processione il diavolo porta la croce, tanto per rimanere ai proverbi toscani. Gli organi di controllo s’accorgono che il sistema senese è sfuggito loro di mano. Sarà la banda del 5% o solo una forma di arroganza politica, che qualcuno spiega con la “senesità”?

Siparietto. Esiste la “peruginità”? Si può parlare di un autocompiacimento folignate, di una resistenza ternana, di una assisitudine francescana, di una pervicacia tifernate? E’ struggente la passione per il territorio, ma solo quando porta acqua al mulino di tutti. Intanto cresce il costo del carrello della spesa. Forse è per questo che a Collestrada le commesse ti osservano annoiate, con i gomiti appoggiati sui banconi. Dimorfisti o immobilisti locali, per strapparci il voto dovrete pronunciarvi su come intendete risolvere la crisi di questa regione, che più di ogni altra sembra ripiegarsi su se stessa. I giorni della merla, freddi e ombrosi, non finiscono più. Domani inizia Febbraio e i merli (che siamo noi) non usciranno dal nascondiglio per scacciare l’inverno, perché hanno imparato la lezione e non vogliono correre il rischio, mentre cantano, che il nuovo mese si scateni con gelo e bufere di neve. In tutte le leggende si nasconde una doppia verità. Anche in quella di Monti, che dopo aver evitato il dissesto dello Stato ha umilmente dichiarato di volersi mettere al servizio del paese per scomporre i Poli. Se così fosse speriamo cominci subito dal Polo Nord, perché dalle nostre parti si muore dal freddo. Beata umbritudine, umbra beatitudine.


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