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E’ fin troppo impegnativo stare appresso alle stravaganze della politica nazionale e di quella umbra. E siamo soltanto ai primi assaggi, visto che la campagna elettorale non è ancora ufficialmente cominciata. Ne sentiremo delle belle e ne vedremo di tutti i colori – come se non ne avessimo già sentite e non ne avessimo viste in abbondanza – per cui è bene prepararsi spiritualmente ad incassare promesse che sanno tanto di balle; a sentirsi addosso sorrisi che nascondono artigli; ad ascoltare impegni solenni esclamati come se fosse la prima volta, mentre fanno parte dei prodotti scaduti. Può tornare utile, un po’ per gioco ed un po’ no, leggere alcuni aforismi di Ennio Flaiano.

1 ) Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.

2 ) E’ un cretino illuminato da lampi di imbecillità.

3 ) Anche il progresso, diventato vecchio e saggio, votò contro.

4 ) A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre.

5 ) L’evo moderno è finito. Comincia il medioevo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.

6 ) Nell’amore di gruppo c’è almeno il vantaggio che uno può dormire.

7 ) Gli italiani corrono sempre in aiuto al vincitore.

8 ) Come tutte le mattine si alzò, si guardò allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un’ora a farsi brutta.

9 ) Se non si è di sinistra a vent’anni e di destra a cinquanta, non si è capito niente della vita.

10 ) La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.

11 ) L’italiano ha un solo vero grande nemico: l’arbitro nelle partite di calcio, perché emette un giudizio.

12 ) L’inferno di Dante è fatto da italiani che rompono i coglioni ad altri italiani.

13 ) L’insuccesso mi ha dato alla testa.

14 ) Gli uomini credono di sposare la propria fidanzata, poi si accorgono di aver sposato la moglie.

15 ) E’ afflitto da un complesso di parità, non si sente inferiore a nessuno.

16 ) Vivere è una serie illimitata di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia al seguente. Finiti gli errori, finito tutto.

17 ) La donna girò lo sguardo attorno alla tavola e si rasserenò: era stata a letto con tutti.

18 ) Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati…

19 ) I nomi collettivi servono a fare confusione. “Popolo, pubblico…”. Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri.

20 ) Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire.

Prendendo lo spunto dall’ultimo cammeo di Flaiano, c’è da dire che troppi volevano e vogliono partire: per quale destinazione? Il Parlamento, ovviamente. Ma le poltrone, per quante ne siano annunciate tante per il centrosinistra, sono assai meno delle chiappe che vorrebbero occuparle. E così, come si evince dalle parlamentarie del Pd, il cosiddetto bagno di democrazia ha lasciato scorie, rancori e mal di fegato. Non c’è da meravigliarsi: è sempre accaduto che, alla vigilia della formazione delle liste, si formassero cordate, si sferrassero calcioni, si proteggessero amici, si facessero i conti senza l’oste. Semmai la novità è che si siano percorsi metodi stranoti mentre si proclamava ai quattro venti che quanto sopra appartiene al peggio della politica del passato, sia della prima che della cosiddetta seconda repubblica.

Alla Camera ed al Senato, gli umbri con il loro voto manderanno una quindicina di vecchi e nuovi politici: una inezia nel mare dei quasi mille parlamentari. Per quanto riguarda i nomi, in fondo di questi tempi uno vale l’altro. Cinque anni (forse) nei Palazzi romani sono un bel premio. La speranza è che, rispetto al recente passato, gli umbri spediti in Parlamento si adoperino un po’ di più per questa regione che si sta spegnendo sotto le mazzate della crisi economica e la palese superficialità della classe dirigente.

Piuttosto c’è da preoccuparsi seriamente del governo dell’Umbria. Dopo aver sistemato tante persone in Parlamento, la giunta ed il consiglio regionale, così come i Comuni più grandi, dovrebbero vedere il trionfo dell’armonia, la determinazione nel fare scelte coraggiose, la voglia di affrontare i problemi veri della comunità. Insomma, dovrebbe cominciare la stagione dell’idillio. Vuoi vedere che, invece, riusciranno a dare il peggio di sé stessi? Perché il problema non è chi parte, il problema è chi resta.


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