540 views

Alla massiccia partecipazione ha fatto da contrappunto, in particolare tra il primo e il secondo tempo delle primarie del centrosinistra, qualche veleno di troppo. Di sicuro, dopo questa conta, poco o niente nel Pd sarà come prima: a livello nazionale e probabilmente anche nella piccola Umbria. Anche se non si è trattato di un congresso, i consensi ottenuti da Renzi non evaporeranno, almeno a breve; e quanti hanno sostenuto il sindaco di Firenze formeranno inevitabilmente un pacchetto di mischia con i quali l’altra parte dovrà fare i conti. E l’altra parte, cioè quanti hanno sostenuto Bersani, si ritroveranno a muoversi su un terreno che si è ristretto, con la conseguenza che diminuirà anche l’acqua (cioè le poltrone) nella quale nuoteranno; ed in quest’acqua, i destinati ad annaspare di più potrebbero essere quelli che furono democristiani, gli ex della Margherita.

Intanto, nella piccola Umbria, c’è già chi annaspa. I risultati delle primarie, soprattutto quelli del primo turno, sono uno schiaffo ai vertici del partito e soprattutto agli amministratori. In particolare sono uno schiaffo ai Giovani Turchi, un movimento (o una corrente?) nazionale di stampo socialdemocratico che si segnala da mesi per il sostegno a Bersani purché, in fondo, espella dal campo quanti stanno giocando da troppo tempo. In buona sostanza, una rottamazione. La stravaganza è che anche in Umbria i Giovani Turchi – forti della presenza di molti sindaci, con la presidente della Regione come il fiore più rorido – lisciano da tempo il pelo della rottamazione, riversano sul passato le colpe per una situazione che non riescono a gestire, non riconoscono più né padri né madri e forse neppure la storia dalla quale provengono, invocano campo libero non si sa per fare cosa ma convinti di essere i migliori fichi del bigoncio. Per troppi anni cooptati viziati e piazzati, ora inciampano nella durezza dell’amministrazione degli enti. E dove danno il meglio di sé stessi? In quel gioco di società che è il gioco interno al partito. Un gioco vecchio e maldestro nel quale irrompono da Vecchi Turchi più che da Giovani Turchi. Poi arriva Renzi, forte anche di quell’attore consumato dell’avanspettacolo della politica che è Marco Vinicio Guasticchi, e gli schiaffi da rottamazione sono proprio per questi cosiddetti giovani già nel mezzo del cammin di nostra vita: avendo molti maschi già imboccato il viale che porta all’andropausa e le femmine impegnate a far di conto di quanto manca per l’appuntamento con la menopausa.

Ma, santo cielo, almeno qui in Umbria, se proprio dovevano pescare nella storia, non potevano scovare qualcosa di meglio di Giovani Turchi? Anche perché i Giovani Turchi furono un movimento politico che, all’inizio del Novecento, voleva trasformare l’impero Ottomano in una monarchia costituzionale; comprendeva intellettuali reclutati nelle società segrete e giovani ufficiali dell’esercito, tutti piuttosto assetati di potere; ottenne scarsi risultati ed alcuni suoi dirigenti si macchiarono del genocidio armeno. Giovani Turchi furono anche quei democristiani, capeggiati da Francesco Cossiga, che nel 1956 misero in minoranza i vecchi dirigenti della Dc sassarese fedeli ad Antonio Segni, che poi sarebbe diventato Capo dello Stato. Sia nel caso dei turchi-turchi che nel caso dei sardi-turchi, erano tutti giovani o giovanissimi, e soprattutto non avevano incarichi, ma volevano prendere il posto di chi li aveva.

I Giovani Turchi umbri, dopo essere stati cooptati viziati e piazzati fin da ragazzi, sono tutti sulla tolda di comando ed ora veleggiano sui quaranta e passa. Se proprio volevano pescare nel passato un nome per il loro movimento, potevano sbizzarrirsi spulciando la storia dei partiti italiani dopo il fascismo, in particolare la Dc, florida di correnti: per esempio, hiltoniani, goriacei, corrente del Golto (Gava), pontieri, colombotti (Colombo) ed anche poveri ignoti. O, meglio ancora, Vespisti: una corrente del periodo degasperiano chiamata così perché fondata nel Club Vespa di Roma. Ecco, Vespisti si adatta bene agli umbri che amministrano con la spensieratezza di una passeggiata domenicale: fateci largo che passiamo noi…


Copyright 2011 Limpiccione.it