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Certo che a guardare le belle animazioni grafiche del sito della Regione Umbria, in cui uno sciame di farfalle si fondono tra loro creando l’epica frase “L’Umbria semplifica la burocrazia”, verrebbe quasi voglia di credere a ciò che si vede. Ed Invece, come ormai avviene sempre più spesso, l’apparenza inganna. Infatti, che i bandi di concorso avessero una reputazione più che sibillina è cosa nota, ma che addirittura ne potesse nascere uno dibattito extra regionale sulle stranezze di stesura, questo no. Le originalità di questo bando ‘per un posto da collaboratore per l’attuazione del piano telematico 2011-2013′ vengono fuori grazie alla segnalazione di un giovane ingegnere al Giornale dell’Umbria che pubblica un articolo sabato 18 agosto. Riportiamo l’intero articolo uscito nel sito del Giornale dell’Umbria visto l’iniziale paternità della notizia:

«All’articolo 1 del bando della Regione per il conferimento di un incarico di collaborazione «a supporto del servizio del sistema informativo regionale del Piano telematico 2011-2013», si legge: «…per l’accesso (all’incarico, ndr) è garantita la pari opportunità a uomini e donne». Benissimo. Ma tra candidato e candidato cosa succede? Una cosa imprevista che per un aspirante collaboratore diventa motivo di «indignazione». Il candidato in questione è un ingegnere, Cosimo Mazzotta, iscritto n. 1293 dell’Albo degli ingegneri della provincia di Lecce. Uno che per lavorare si prende la briga di guardare lontano. In Umbria per la precisione. Il volenteroso ingegner Mazzotta, per dirla tutta, ha preso in mano il bando della Regione e dopo una prima lettura è rimasto di sasso: per l’incarico di collaborazione in questione, i requisiti sarebbero “paradossali”. Anzi, come scrive l’ingegnere leccese: «Il bando è a dir poco scandaloso». Cosa avranno mai fatto gli uffici della Regione? Per l’incarico tecnico che avrà durata fino a dicembre 2014 – si cercano laureati in Giurisprudenza o Scienze politiche da impiegare in attività di «supporto tecnico specialistico e per lo svolgimento di attività di studio, ricerca e comunicazione in relazione al Piano telematico 2011-2013 in relazione alla rete regionale di cablaggio a banda larga e del passaggio del segnale radiotelevisivo al digitale terrestre ». Mazzotta, laurea in Ingegneria in mano e strabuzzando gli occhi, evidentemente non deve aver compreso subito la relazione che c’è tra un laureato in Giurisprudenza (o in Scienze politiche) e lo svolgimento di un incarico ad alto contenuto tecnico specialistico su materie che sono possedute «esclusivamente dai laureati in Ingegneria elettronica, Informatica e Telecomunicazioni», scrive. Si potrebbe sempre obiettare che si tratta di attività di studio, ricerca e comunicazione, ma allo stesso tempo viene facile ribattere mettendo sul piatto un altro requisito richiesto: 3 anni di esperienza in materia di cablaggio e digitale terrestre ad uso della PA. All’ingegner Mazzotta quest’ultimo passaggio ha creato ancora più dubbi. Anche perché – avrà pensato – chi ha visto mai un laureato in Giurisprudenza che prende e dopo la laurea decide di cambiare settore e si butta per tre anni sul cablaggio e sul digitale terrestre ad uso degli enti pubblici? A questo punto Mazzotta ipotizza che chi ha redatto il bando «abbia ignorato l’esistenza di tali lauree», ma nonostante questo non capisce perchè «la scelta sia caduta su quel tipo di lauree (Giurisprudenza, etc) e non, per esempio, tra i laureati in Pedagogia, Lettere o Filosofia». Misteri. A leggere attentamente il bando, poi, i dubbi aumentano. Soprattutto a guardare le attività del futuro incaricato (che percepirà un compenso annuo da 35mila e rotti euro lordi) che poco c’azzeccano con la Giurisprudenza: si va dall’individuazione dei campi di sperimentazione su applicazioni dedicate alla banda larga, agli interventi finalizzati ad accrescere la capacità regionale di ricerca e sviluppo tecnologico, fino alle valutazioni tecnico-amministrative delle schedature delle televisioni locali. Per non parlare dei ristrettissimi tempi per presentare le domande: venti giorni. Dal primo al 20 agosto. Con tanto di Ferragosto di mezzo. E poco conforta il fatto che a valutare i curriculum sarà istituita una Commissione terza: l’ingegner Mazzocca sarà comunque tagliato fuori.

PROTESTE DA TUTTA ITALIA

Il bando della Regione sembra aver attirato attenzioni e proteste da tutta Italia. Ad accorgersi delle “stranezze”, infatti, non è stato solo l’ingegnere leccese Cosimo Mazzotta. La stessa segnalazione, ieri pomeriggio, è arrivata dall’ingegnere Diego Franzoni di Ancona.»

Qui il bando della Regione in originale


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