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L’Umbria, negli ultimi giorni, brucia per gli incendi, ma da molti mesi va a fuoco a causa della crisi economica. Contro gli incendi, si mobilitano vigili del fuoco, mezzi aerei, militari: i danni sono ingenti, ma alla fine le fiamme vengono spente. Il fuoco della crisi quando (e se) verrà spento? Certo che i problemi sono più grandi di una piccola regione come la nostra e di un Paese come l’Italia. Certo che c’è chi specula ed ha una carrettata di peli sullo stomaco: i ricchi devono diventare più ricchi e i poveri più poveri. Ma detto questo, c’è da mettersi l’anima in pace? La classe dirigente di una piccola regione non deve fare la sua parte? A sentire soprattutto la classe politica, le colpe sono tutte altrove. Passano i giorni, le settimane, i mesi e lorsignori se la menano sperando che la nottata passi.

Ma la notte non passa e la crisi martella con sempre maggiore violenza. Altro che brand dell’Umbria, qui c’è mettersi le mani nei capelli per il rating. La situazione peggiora di giorno in giorno e non si avverte quel sussulto indispensabile in situazioni di emergenza; anzi, tutte le attenzioni sono rivolte alle polemichette all’interno del grande partito e della maggioranza di centro sinistra, mentre a destra sta montando una crisi di nervi per il futuro incerto del Pdl. Tutto qua? Con così poco riuscite a saziare la vostra giornata? L’Umbria – più dell’Italia e più dell’Europa – sta bruciando e molta parte della classe dirigente appare più impegnata a farsi una birretta che a prendere le misure necessarie. Tre episodi, per così dire minori, la dicono tutta sull’andazzo.

Terni ha un lago, quello di Piediluco, che si dice attraente per il turismo. Ebbene, tra mezzi aerei per le emergenze degli incendi, addestramento degli aerei antincendio, campo di regata per il canottaggio, un groviglio di norme regola (soprattutto impedisce) la vela, il surf ed altro ancora; e spesso l’interpretazione di quelle norme è tutt’altro che univoca. Perché tanta confusione? Perché non si decide una volta per tutte quale debba essere l’utilizzo del lago? E soprattutto: a cosa serve un assessorato al turismo in un Comune come quello di Terni, così come in tanti altri Comuni, con così poca fantasia da mettere in campo? Probabilmente basterebbe la dedizione di un dirigente per occuparsene. Senza contare – a proposito di duplicazioni – che esistono anche gli assessori provinciali al turismo e quello regionale, nonché fino a ieri l’Azienda di turismo e oggi (forse) Sviluppumbria.

La Provincia di Terni è proprietaria di Villalago, un edificio in stile neoclassico attorniato da uno splendido parco, dove Luchino Visconti girò alcune scene de “La caduta degli dei”; e soprattutto da dove decollò Umbriajzz, che, come i salmoni, risalì ben presto il Nera ed il Tevere collocandosi stabilmente a Perugia. Villalago l’acquistò Fabio Fiorelli, amministratore pubblico da molti rimpianto e riformista senza eredi. Ora la Provincia di Terni, per questioni di bilancio, ha deciso di mettere in vendita la villa. Amministratori di buon senso farebbero i salti mortali prima di rinunciare a Villalago, ma alla Provincia di Terni amministratori così vengono considerati dei polli. Basterebbe questa decisione, al di là della programmata eliminazione dell’ente, per chiudere all’istante l’ente e mandare al mare chi lo gestisce. Tanto per dire: visto che l’anno prossimo il bilancio sarà più traballante di quest’anno, per rimediare metteranno all’asta i bikini delle dipendenti?

La Regione deve fare le leggi. E’ dalla fine dell’anno scorso che, dopo l’approvazione di un documento all’unanimità, si aspetta la legge di riordino dei consorzi di bonifica per sanare una distorsione (ci sono umbri costretti a pagare la tassa ed altri no) e per tagliare le unghie ad enti che sembrano utili soltanto per fare parte dell’elenco degli enti inutili e per spedire bollette in cui le spese amministrative sovrastano la tassa vera e propria. Il Consorzio Tevere-Nera ha in questi giorni spedito novantamila avvisi di pagamento, facendo infuriare tutti. Perché ha potuto farlo? Perché la giunta regionale non ha trovato il tempo, in questi mesi, per produrre la legge che si era impegnata a portare in consiglio. Vi pare possibile? E’ tutta qui l’attenzione per i problemi dei cittadini? E’ questo il brand dell’Umbria?

Per favore, andate il prima possibile al mare. E’ vero che non tutti i politici sono uguali, ma una buona parte assiste all’incendio cullandosi tra incoscienza e inettitudine. Dopo qualche giorno di mare, il sole renderà tutto più chiaro: le facce diventeranno di bronzo.


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