La polemica Sgarbi-Marziani

Chiara Silvestri
sgarbi
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Ho fatto di tutto per affezionarmi a Marziani, ma è stato impossibile”. Vittorio Sgarbi ha esordito con queste parole durante la conferenza stampa di presentazione della 55esima edizione del Festival dei Due Mondi, per il quale è stato confermato da Giorgio Ferrara curatore delle mostre. Un’uscita poco diplomatica, uno dei soliti “sgarbi” cui il critico ci ha ormai abituati, che giunge alla presenza di tutte le istituzioni che sostengono il festival e le iniziative di Palazzo Collicola ma, soprattutto, alla non presenza del diretto interessato, Gianluca Marziani. Anche quest’anno, infatti, il settore delle arti figurative sarà diviso tra le mostre del Comune di Spoleto a cura di Marziani, e quelle del Festival a cura di Sgarbi. Una separazione obbligata, date le diverse visioni dei due critici, che non si sono incontrati nemmeno in occasione delle celebrazioni del cinquantenario della grande mostra “Sculture in città”. “Un’idea” sostiene Sgarbi, “che è partita da me, di cui Marziani si è appropriato”. Senza voler entrare più di tanto nello specifico dei rapporti umani e professionali che corrono tra i due, una domanda sorge tuttavia spontanea: “Perché Sgarbi ha dedicato quasi metà del suo intervento a sminuire le iniziative, le idee e i risultati di chi lavora seriamente per promuovere e valorizzare l’arte a Spoleto?” La risposta, dato l’esiguo programma di mostre a cura del festival, non ancora ufficializzato da un comunicato stampa, lascerebbe spazio a un’altra domanda “che Vittorio Sgarbi sia a corto di idee?”.


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