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Il vortice gelido si sta spegnendo sullo Ionio. Tornano condizioni prevalenti di bel tempo. Gelate intense ed estese nottetempo e il mattino, ma il clima diurno sarà più mite. Venti deboli o moderati tra NNE e NNO. Vuol dire che il peggio è passato. Sorrisi, sospiri di sollievo, ringraziamenti su Facebook. La neve si era insinuata nelle vite degli umbri, relegando in secondo piano la stangata di Monti. Ci vorrebbero su Atene quattro fiocchi fatti bene per sedare gli incendi. Che se ne dica, niente a che vedere con i rigori del 1956, quando ancora la bufera non si chiamava Blizzard. Tutta un’altra storia, senza televisioni, senza turbine, senza giornaliste piantate nella tormenta. Certamente sul pezzo Erika Baglivo di TG3 regione, in collegamento da Gualdo Tadino, che dall’interno del suo cappuccio in simil-volpe, ci ha tenuti informati sui disagi delle popolazioni colpite.

Qualche fiocco di neve di troppo ha ricordato, all’Umbria svirilizzata, che gli uomini non sono venuti al mondo dopo aver stipulato una polizza sulla vita. Neve maledetta, neve ritrovata, neve agognata. Le sorgenti ringraziano, i preposti all’emergenza di meno, perché gli è toccato lavorare. Che sfinimento ‘sta neve: mica quella caduta a terra o trasportata dal vento, ma quella riportata dai socialcosi, rincorsi con affanno dai mezzi tradizionali d’informazione.

Fioccano i  microblogging. I tweeters si prodigano in raccomandazioni, battute, misurazioni di spessore, suggerimenti contro le patologie del freddo, istruzioni in caso d’incontri con i lupi. Liberaci Signore dalla tempesta, dalla folgore e dal tormento degli inviati speciali in moon-boot, che spargono la speciale notizia che d’inverno nevica e che i tir s’intraversano lungo le strade, tacendo che la benzina costa al litro come il Sagrantino, con la differenza che il prezzo della prima sale mentre quello del secondo scende.

Siparietto. Dai palazzi fanno sapere che l’emergenza è stata gestita bene. Applausi a scena aperta, consensi in rete e foto di terrazze innevate sullo sfondo della ex verde Umbria. Su, siamo seri, non fateci rimpiangere le cronache pruriginose sul Cavaliere o le ricostruzioni delle serate in plancia con la moldava. A proposito di plance. C’è ancora da ringraziare la nostra governatrice che si era messa al comando dei plotoni schierati nelle frazioni più isolate per gestire l’emergenza maltempo. A proposito. Avete visto quanta ne ha buttata giù a Isola Fossara, località sprofondata ai piedi del gibboso Catria, con tanto di anziani estratti dalle finestre? Sembrava di stare a Pesaro o a Cesena. Un grazie ai Vigili del Fuoco, alla Forestale, alla Protezione civile, alla Colonna mobile del Piemonte (tanto lassù che ci sta a fare?), alla nostra governatrice, ai sindaci, primo fra tutti quello di Gualdo Tadino, che – come risposta ad Alemanno spalatore – ha portato personalmente bevande calde e spuntini ai passeggeri dell’intercity diretto a Roma. Un grazie alla Provincia, alla Prefettura, alle Forze dell’Ordine, ai gestori di acqua, gas, energia, all’Anas, a Trenitalia, alle USL, 1,2,3,4, stella, che ciaspole ai piedi hanno garantito la regolare fornitura di bagnoschiuma e farmaci salvavita. Insomma, grazie maltempo per aver dato all’Umbria, isolata da qualche fiocco di troppo, la possibilità di superare brillantemente l’emergenza. Ma ora, please, si dia inizio al disgelo. Beata umbritudine, umbra beatitudine.


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