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Lo shock va in onda dopo cena. LA 7, mercoledì sera, puntata de Gli Intoccabili. In studio a condurre Gianluigi Nuzzi. Il servizio forte riguarda Perugia. E, tanto per cambiare, di che cosa si parla? Di droga. Perugia, epicentro dello spaccio nazionale, capitale dell’eroina. Un servizio agghiacciante con tanto di interviste a consumatori e pusher, questi quasi tutti magrebini, gente che sostiene di mettere in tasca con lo spaccio più di 30mila euro al mese. E poi il solito valzer di dichiarazioni ufficiali: forze dell’ordine, istituzioni, sindaco. Tutti pronti a riconoscere l’enormità del problema ma incapaci di dare risposte risolutive. Risultato? Così come all’indomani dell’omicidio Meredith, Perugia finisce sotto i riflettori infamanti della cronaca, mentre il nome della città è associato solo e unicamente quello della droga. Così mentre l’immagine della città va definitivamente in frantumi, ci accompagna la sgradevole sensazione che in questi anni poco o nulla sia stato fatto. O che, addirittura, a situazione sia peggiorata.

Ci sarebbero un’infinità di riflessioni da fare al riguardo. Proviamo a sintetizzare in dieci punti.

1 IL MALE VIENE DA LONTANO

Il male viene da lontano. Quello a cui assistiamo oggi è il prodotto di anni di politiche miopi e tolleranti. La città si trasformava, il degrado aumentava e chi ci governava, in nome di una concetto ideologico e consunto di tolleranza, lasciava che il seme della microcriminalità germogliasse indisturbato. Certo è che i campanelli d’allarme non mancavano.

2 LE INFELICI BATTUTE DI LOCCHI

Oggi la città detiene il triste primato nazionale delle morti per droga. Ed è così da diversi anni ormai. Eppure il sindaco precedente era solito minimizzare il fenomeno con una battuta infelice e di pessimo gusto, segno evidente degli orizzonti limitati di certi politici nostrani: “ma in fondo i morti non sono perugini”. Come se la provenienza delle vittime e dei consumatori alleggerisse la posizione della città. Semmai l’aggravava essendo il segno evidente che a Perugia le gente veniva a rifornirsi. Osservazioni ovvie che hanno però cozzato contro il muro di gomma dell’inadeguatezza dei nostri politici. E la situazione è degenerata.

3 SI TENTA DI ROVESCIARE IL PROBLEMA

Una delle giustificazioni al fenomeno che viene fatta passare in maniera strisciante, e in qualche modo persino avallata da chi amministra la città, è che in fondo è difficile circoscrivere o arginare quanto accade ai soli spacciatori perché sotto sotto da questo mercato ci guadagnano tutti. Proprietari di immobili che affittano in nero agli spacciatori, commercianti che hanno un giro costante di clientela pronta a spendere in contanti, traffichini che mercificano permessi di soggiorno e finti contratti di lavoro per poche migliaia di euro, locali notturni. Una spiegazione inaccettabile che nasconde l’insidia del ribaltamento del problema. I conniventi vanno certo combattuti senza pietà, ma non ci si venga a raccontare che la piaga droga dipende da loro.

4 RISPOSTE DEBOLI E INADEGUATE

Gli sforzi di amministrazione e forze dell’ordine si sono spesso concentrati nei luoghi e nei modi sbagliati. La priorità era, per esempio, quella di pulire il cuore della città. Il centro, il duomo e le vie circostanti. Biglietto da visita di ogni urbe che si rispetti, non dimentichiamolo. Ma anziché intervenire con costanza e pugno di ferro tutte le sere si è scelta la scorciatoia dei decreti anti-alcol o di qualche operazione di polizia spettacolare ma fine a se stessa. Che senso hanno, tanto per dirne una, le pattuglie che si piazzano di fronte alla Fontana Maggiore a livello coreografico, quando alle spalle del Duomo va in scena ogni giorno uno spettacolo indecoroso?

5 L’INCAPACITA’ DI CONTROLLARE IL TERRITORIO

Boccali in tv ha ricordato il patto per la sicurezza stipulato con il ministro Maroni o il suo scambio epistolare con Tunisi. Risposte che hanno del ridicolo. Come si può prendere sul serio un patto per la sicurezza quando da soli non siamo neppure capaci di liberare le scalette del Duomo? 50 metri quadrati di territorio nel cuore di Perugia che non riusciamo a controllare?

6 L’INDOLENZA DELLA CITTA’

Gli abitanti di Perugia qualche responsabilità ce l’hanno. Manca la forza d’indignarsi sul serio e di reagire. Di pretendere risposte certe. Di scendere in piazza a manifestare. Di denunciare. Di riappropriarsi della propria città.

7 LE SCIAGURATE POLITICHE SULLA ZTL

Focalizzandoci sul centro storico: le politiche sulla ZTL si dimostrano oggi più che mai, anacronistiche, cieche e drammaticamente fallimentari. Si è trasformato il centro in un deserto lugubre e spettrale, dove a dominare indisturbati sono i criminali dello spaccio. O si fa marcia indietro integrale oppure questo talebanesimo dell’acropoli blindata non farà che peggiorare la situazione. E a chi risponde che sono i residenti a chiederlo, diciamo: se una persona decide di andare a vivere in centro lo fa consapevole che il parcheggio talvolta può essere un problema, così come uno schiamazzo notturno di troppo. Chi non è disposto a tollerare questi piccoli sacrifici scelga un’altra zona della città. Ma trasformare l’acropoli in una cattedrale nel deserto dello spaccio solo per dare ai residenti capricciosi l’impressione di vivere in un condominio privato del quale sentirsi padroni ai danni della collettività è inaccettabile.

8 CHE SI PRETENDANO RISPOSTE DAL GOVERNO

Il nuovo Questore ha iniziato mostrando i muscoli. Ma il fenomeno è troppo radicato per poter essere domato con qualche retata. Il territorio va controllato e pattugliato quotidianamente, come se fossimo in regime di guerra. Se mancano gli uomini che il ministero ne mandi. Se non li manda che il sindaco si faccia incatenare alla Fontana Maggiore per protesta, che la cittadinanza marci su Roma. Ma il problema a costo di azioni plateali ha bisogno di risposte forti. E immediate.

9 LE RESPONSABILITA’ DELL’OPPOSIZIONE

Impossibile far finta di niente sulle responsabilità, gravissime, dell’opposizione. Chi ha fatto opposizione a Perugia in questi anni avrebbe dovuto agire per il bene della città. Avrebbe dovuto chiedere al Governo, che ne rappresentava la stessa area politica, di intervenire. Avrebbe dovuto dipingere la drammaticità del problema non ai giornali locali per fare propaganda elettorale, ma ai propri referenti romani. Avrebbe dovuto fare molto di più.

10 CI VUOLE L’ESERCITO

Gli analisti più attenti iniziano a sostenere che a Perugia il controllo del territorio in questo momento sia in mano agli spacciatori (più di 500 dislocati tra centro e aree periferiche secondo alcune stime). Una forma di controllo che ricorda le dinamiche mafiose della Sicilia di qualche decennio fa. Il paragone forse è forzato ma la sostanza è quella. Perugia è una città sotto assedio. Come se un nemico invisibile ne stesse minando la sovranità. O come, per chi preferisce esempi concreti, la spazzatura a Napoli. Casi limite per i quali l’unica risposta plausibile e in grado di produrre risultati è l’intervento dell’esercito. Adesso.

  • giorgio bonomi

    Finalmente parole di verità: in Umbria abbiamo una stampa di “regime” che tace su fatti gravissimi e non pubblica gli interventi che potrebbero disturbare la casta umbra.
    Non vi conoscevo e vi seguirò: Auguri e cimplimenti
    Giorgio Bonomi

  • Giopa

    Matteo hai tutto il mio appoggio…e ora di farla finita con questo scempio….siamo tutti responsabili e tutti dobbiamo agire
    Con affetto giopa

  • Ant BAr

    Cocncordo con te Matteo :credo che ci sia solo un modo per risolvere il problema dello spaccio in centro e nelle zone limitrofe: presenza costante e dirompente di forza pubblica, continui controlli, retate ed espulsione a pedate nel c..o agli extracomunitari che delinquono e galera per gli italiani che vengono beccati. non c’è altro modo. FInchè non si levano di torno. e poi ricominci da dove si sono trasferiti., e così via. Vedrai che cambiano aria tutti quanti. tutte le altre soluzioni evidentemente fanno da corollario al problema della vivibilità del centro. Scelte politiche a singhiozzo dell’assessore di turno e troppo buonismo fuori luogo per tutto e per tutti, hanno lasciato il centro storico in mano ai balordi. Come quando le macchine della Polizia venivano prese a calci e a sputi in mezzo alla folla di piazza IV novembre. Soluzione: parliamo con questa gente… ma di cosa vuoi parlare…. pedate nel c..o!!! I cittadini devono poter vivere il centro con tranquillità a qualsiasi ora del giorno e della notte. Poi come far andare in centro la gente. questo è un altro problema. Ma caro sindaco, cari assessori: cominicate a ripulire veramente a fondo questa città, poi comincerà a tornare anche la gente normale.

  • priscilla Carpano

    Bell’articolo Matteo!! lo sai che sono tua fan. Abito proprio in piazza , e vedo tutto dalla finestra! mio figlio 5 anni si affaccia sperando di vedere un combattimento!! dice, cosi’ vedendo che ogni tanto c’e’ qualche tafferuglio, ah ,anche l’ ambulanza aspetta! ma la macchina della polizia ce l’ha sempre !!|
    …. e a chi risponde che sono i residenti a chiederlo ( punto 7 sulla ZTL) lo venisse a dire a me !!!
    non tutto il male vien per nuocere dice un proverbio ! servisse ad aver portato all’attenzione nazionale il ns grande problema ; ora politici e cittadini dovrebbero approfittare delle luci della ribalta per ottenere aiuti.
    Pensa come sarebbe contento Alex se arrivasse anche l’esercito!!!

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  • Giovanni Picuti

    Matteo al di là del Piacere. Mi fa molto piacere. <> (Sainte-Beuve)

  • Francesca

    Caro Direttore,
    ma il comune che si costituisce parte civile contro lo spacciatore lo sà che il pusher non ha la busta paga????

  • chiara caporizzi

    Mi fa male leggere questo articolo, ti conosco e ti credo una persona abbastanza intelligente da non fermarti, come sempre fanno tutti, a cercare misere soluzioni basandoti sui sintomi del problema. Le cause sono ben più profonde e sono quelle a dover essere analizzate, prima di tutto, per evitare di cadere in soliti discorsi alla cui radice, tra l’altro, si intravede la limitatezza degli orizzonti che tanto critichi.
    L’esercito??? Ma siamo matti????

  • http://www.ilpozzodelleceramiche.it maria antonietta taticchi

    condivido i dieci punti, più che l’esercito chiedo più squadre della mobile e un’azione seria di controllo. Vorrei che il sindaco ci spiegasse dove sono le 50 telecamere che ha citato e se funzionano come sono utizzate e anche quanto è stato speso per impiantarle.


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