1.073 views

È da due settimane che Città della Pieve è bloccata dalla neve, il Comune chiede lo stato d’emergenza il 4 di febbraio. Dieci giorni dopo la situazione è tutt’altro che vicina alla normalità. E i cittadini iniziano a chiedersi se forse la Provincia di Perugia non si sia dimenticata di questo luogo di confine, talmente di confine che telefonicamente fa 0578, prefisso toscano. A pochi chilometri poi inizia un’altra provincia, quella di Terni, il cui primo paese che si incontra venendo da Città della Pieve è Monteleone d’Orvieto. Un paese che ha due sbocchi, uno nel ternano, verso Montegabbione, che è ormai pulito e ripristinato da giorni, e uno verso il perugino, con la strada ex ss 71 umbro-casentinese, che in 8 km la connette a Città della Pieve. In teoria. Perché in pratica ancora oggi la strada è chiusa, sbarrata da una transenna posizionata all’incrocio tra la ss71 e la Pievaiola che porta i pievesi a Tavernelle. E dietro la transenna è Siberia. Fino a ieri la strada era bloccata poiché un intero tratto di strada era rimasto “intonso”, nessuno lo aveva pulito. Ne la provincia di Perugia ne quella di Terni. Perché? La protezione civile di Città della Pieve mi ha raccontato che aspettavano l’arrivo della turbina (ce ne è una in tutta l’Umbria e sta a Norcia) per levare quel cumulo di neve che nessuno riusciva a togliere con gli spazzaneve. Ma come è possibile? Perché fino a quel punto gli spazzaneve sono riusciti a sgomberare le strade, e da lì in poi no? Non sarà invece che essendo quella una linea di confine si sia giocato allo scarica barile tra le due province? Non sarebbe una novità, visto il buon sangue che corre. Quello che è certo è che ieri pomeriggio gli spazzaneve (precisiamo che il Comune ne ha uno, la Comunità Montana un secondo) venuti da Città della Pieve hanno iniziato a rimuovere la neve in quel tratto di strada, e appena hanno aperto un varco – non essendoci nessuno a dirigere il traffico – è prontamente arrivato un TIR dalla Cecoslovacchia ad incastrarsi. Scene di ordinaria follia in questi giorni nel pievese. Erano le 9 di mattina del 13 febbraio quando un altro TIR di una ditta privata viene chiamato dal Comune di Città della Pieve per caricare la neve dal centro storico e portarla via. Peccato che non ci fossero i vigili urbani – avvertiti dalla ditta privata solo alle 9.30 del mattino – a fermare il traffico di automobili (impazzite per altro, visto che i pievesi che erano riusciti a liberare le auto dalla neve dopo due giorni di spalate si erano tutti allegramente messi alla guida intasando il centro storico) consentendo al TIR il passaggio in strade ridotte ad una carreggiata dall’ingente quantità di neve appoggiata, come veri e propri muri, ai lati. Ma la barzelletta del coordinamento dell’emergenza neve non finisce qui. Il TIR ha passato la giornata a sgomberare dalla neve, grazie a due piccoli bobcat, la piazza del monumento del paese. Una mossa essenziale per il ripristino della viabilità pievese, a fronte di strade principali ancora non percorribili (vedere Via Roma) e strade provinciali e statali, come la ss71 e la Pievaiola, con condizioni del manto stradale assolutamente inaccettabili. Ne sanno qualcosa gli autisti degli autobus extraurbani dell’APM che in queste mattine vivono un incubo alla luce del sole. Ci sono tratti della Pievaiola che andrebbero fatti con le catene, ma lo vedete un’autista di un autobus che fa 100 metri, monta le catene, fa 100 metri, smonta le catene, e così per 17 km fino a Tavernelle?

È possibile che nel 2012, a fronte di previsioni meteo infallibili, non si sia riusciti, Comuni, Province e Regione, ad attrezzarsi ed organizzarsi per rendere arterie indispensabili come queste praticabili alla viabilità? E per quanto tempo ancora dovremmo rischiare la vita la mattina presto per andare al lavoro o portare i figli a scuola?

Non c’è dubbio che sia stato un evento di portata eccezionale, 1.20 metri di neve caduti venerdì notte a Città della Pieve sopra i precedenti 50 cm della prima nevicata, ma possibile che le strade di località che hanno avuto la stessa portata di neve quali Chiusi e Chianciano (Provincia di Siena) siano pulite, quelle di Monteleone e Montegabbione (Provincia di Terni) pure e che le uniche strade ancora non percorribili siano solo quelle attorno Città della Pieve? Viviamo in un varco spazio-temporale e siamo stati catapultati a Novosibirsk?


Copyright 2011 Limpiccione.it