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Potrà capitarci di tutto, meno l’affondamento della Concordia. Benché la concordia, qui, sia naufragata da un pezzo e non per colpa del vituperato Schettino. Meglio non lamentarsi troppo per la mancanza del mare. Avessimo avuto il mare anche noi, adesso staremmo dando la caccia a un’ex ballerina moldava senza cabina, così in tanti si sarebbero potuti domandare cosa diavolo ci facesse una bionda platino in plancia di comando.

Restando in tema di acque il governo ha fatto marcia in dietro sulla loro privatizzazione. Ricorderete che si era alzata trionfante la voce dell’assessore regionale Stefano Vinti, che ora attribuisce il dietro front sul decreto, alla forte mobilitazione popolare. Non ci sembra si sia trattato solo di questo, quanto del fatto che l’inghippo non poteva funzionare. L’attuale esecutivo è indifferente alle grida della piazza: “preferisco che ascoltiate!”. Sono in arrivo i provvedimenti sulle liberalizzazioni. Sono in tanti a essere con-Vinti, che penalizzeranno l’Umbria più di altre regioni, maggiormente industrializzate perché già allineate con i mutamenti dovuti alla globalizzazione. Ma l’Umbria no. La nostra è ancora una regione dai forti connotati di specificità, in tema di accoglienza turistica, produzioni alimentari e manifatturiere. Quelli che Monti e la sua legione di bocconiani considerano parassiti della società o pessimi contribuenti (non parliamo solo di farmacisti, notai e avvocati, ma di buoni artigiani, di bravi imprenditori edili, restauratori, ceramisti, tessitori, falegnami, fabbri, idraulici, sarti su misura e buone trattorie) potranno chiudere domattina per lasciare spazio al made in China, ai kebab, alle catene alimentari low cost.

Siamo proprio sicuri che sia indispensabile liberalizzare per crescere? Quanto risolveranno 5.000 farmacie in più? Se è passata la giusta protesta vintiana sull’acqua – basata sullo stato sociale e sulla tutela del bene comune – perché non considerare bene comune il patrimonio di saperi dei nostri artigiani? Sorge il sospetto che lo smembramento delle categorie giochi a favore di volontà, poco chiare, che non hanno come fine quello di rimettere in piedi le finanze, ma solo le banche. E’ inutile varare penalizzanti riforme sociali, l’Italia non può farcela da sola, deve poter disporre di firewall più forti.

Siparietto. Prima che la motonave Monti, in rotta strumentale verso chissà quale schianto, collida contro l’isola Angela Merkel, vorremmo che anche dai nostri palazzi si levassero sentite proteste. Talvolta, sottotraccia, la caratteristica ideologica delle liberalizzazioni è di smembrare le piccole grandi realtà che sono state in grado di mettere insieme i territori. Le stesse che la politica, le banche e le fondazioni dichiarano di voler difendere. Mare o non mare questa volta l’Umbria sta seduta a prua. Pregasi evitare collisioni annunciate. Beata umbritudine, umbra beatitudine.

  • http://i fulvio bastianini.

    Condivido in pieno.


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