646 views

Stringe il cuore nell’assistere a questo assalto ai parlamentari e più in generale ai politici di ogni ordine e grado. Tutti ora a contargli i peli nel sedere: pardon, gli euro che incassano. Tutti a suonare a stormo le campane contro i privilegi. Tutti a dirgli in faccia che sono per lo più dei fannulloni, che pensano più ai fatti loro che a quelli della collettività. Questa, signori, è l’antipolitica!

Il problema è che l’antipolitica non nasce dal nulla, né va via con una spruzzata di spray. Il problema è che la classe politica è stata così lungimirante da mettere l’Italia in braghe di tela e da abdicare a favore di un governo cosiddetto tecnico. Il problema è che in questi anni i politici hanno per lo più sguazzato nelle piscine televisive sbattendosi tette e sederi anziché confrontarsi e scontrarsi sulle idee. Il problema è che non riescono né a destra, né a sinistra, né a centro a materializzare un progetto che coinvolga, ad elaborare un sogno per il quale vale la pena di spendersi.

Il problema è – diciamocelo come stanno le cose – che la politica sbanda perché la classe dirigente è quella che è. Ed è una classe dirigente così miope ed arrogante da fare le barricate in difesa dello stipendio, degli euro che dovrebbero utilizzare per i portaborse e chissà (spesso) che fine fanno, dei voli gratis e perfino del treno gratis, della diaria anche se abitano a Roma. E non è che le cose migliorino andando nelle province dell’impero. Stessa miopia e stessa arroganza. Una classe dirigente come dio comanda – oltre a trovare soluzioni ai mille problemi della collettività – sarebbe meno arrogante, dando l’esempio: imponendosi sacrifici prima di chiedergli agli altri; non facendo finta di tagliarsi qualche privilegio con la voglia di recuperarlo immediatamente; non abbaiando alle stelle quando ti fanno i conti in tasca.

Ci hanno detto per decenni che fare politica è una missione, quantomeno una passione. Ragazzi, con sano qualunquismo, ammettiamolo: siamo alla frutta.


Copyright 2011 Limpiccione.it