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Vi proponiamo due articoli apparsi ne Il Giornale del 26 gennaio 2012 e nel Messaggero Umbria riguardanti i fondi che la Regione Umbria aveva stanziato per il Psr Umbro. Il primo attacca l’assessore all’Agricoltura insinuando non velatamente sulla strana familiarità di una delle assegnatare del bando, la sorella Gioia Cecchini. Il secondo riporta, forse troppo tempestivamente, la replica secca dell’Assessore.

Quei fondi della Regione che servono a finanziare la casa dell’assessore (di Gian Marco Chiocci su Il Giornale )

“Mia sorella non avrà i fondi del Psr” (di Fernanda Cecchini su il Messaggero Umbria)

 

AGGIORNAMENTO: Un nuovo comunicato, che riportiamo di seguito, in cui l’assessore fa delle precisazioni sulla vicenda e dice di aver incaricato un legale per tutelare la proprio immagine.

Perugia, 26 gen. 012 – In seguito alla pubblicazione di articoli su alcuni quotidiani e relativi alla presenza della sorella dell’assessore regionale all’Agricoltura tra i potenziali beneficiari dei finanziamenti della misura del PSR per lo “sviluppo e il rinnovamento dei villaggi”, l’assessore Fernanda Cecchini, precisa quanto segue:

“La scelta di mia sorella di concorrere al Bando regionale è stata presa precedentemente all’assunzione da parte mia dell’incarico di assessore regionale. Come tutti i privati cittadini, ritenendo di essere in possesso dei requisiti richiesti nell’avviso, peraltro anche questo predisposto prima della mia elezione e nomina in Giunta, mia sorella ha deciso di presentare l’istanza che ha portato al suo inserimento nella graduatoria provvisoria”. “Conseguentemente all’ottenimento della licenza edilizia, ottenuta nel luglio 2011, ad inizio ottobre sono stati avviati i lavori regolarmente comunicati al Comune. Lavori ormai in stato avanzato e che stanno per essere conclusi – continua Cecchini – senza che mia sorella abbia presentato, come richiesto, la documentazione di perfezionamento della pratica per essere inseriti nella graduatoria definitiva e avvalersi dei contributi. Questo per una ragione etica, ritenendo che fossero cambiate le condizioni con la mia nomina ad assessore regionale all’agricoltura. Non essendo pertanto mai stato comunicato l’avvio dei lavori e protraendosi tale stato di cose, entro il 31 marzo l’istanza decadrà in automatico senza necessità di alcun atto formale di rinuncia”. L’assessore informa di aver incaricato un legale per tutelare la sua immagine e quella del lavoro svolto come amministratore regionale.

 

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