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Difficili da capire, a volte, i perugini. Pronti a lamentarsi ed a protestare ad ogni cambiamento, sia estetico, sia formale. Prendiamo la bozza del nuovo regolamento Ztl: le proposte del Comune, che ha annunciato una stretta sui permessi, hanno messo in allarme mezza città ma all’incontro pubblico organizzato nella Sala dei Notari dall’assessore Roberto Ciccone si sono presentati neanche una trentina di cittadini. Tra i quali, anche una rappresentanza di lamentosi commercianti e ristoratori. Se i cittadini e le associazioni di residenti, sono propensi ad accettare l’orario di apertura unico, dalle 13-14 alle 23-24, gli esercenti arricciano il naso per il mancato allungamento dell’orario alle due di notte.

Domanda: «Ma chi è che va a mangiare in centro alle 23 o alle 24 se già alle 10/10,30 qualche ristoratore risponde picche dicendo che la cucina è già chiusa?». Bisogna dare atto a Ciccone che la sua idea al riguardo non è affatto fuori strada: «Ho l’impressione che chi transiti in centro dopo la mezzanotte con l’auto lo faccia per andare a scambiare bustine con soldi». Più logiche appaiono le richieste dei (pochi) residenti presenti all’incontro, tra cui l’Associazione Città di tutti, ai quali si vorrebbe dare la possibilità di avere un posto auto almeno a 500 metri dalla propria abitazione. Ma non sarà facile: a fronte di 800/850 posti auto, ci sono 2,600 permessi che l’ultima tornata sono stati generosamente assegnati anche a chi possiede un garage. E se a questi si aggiungono i 180 tagliandi rilasciati agli studi legali, gli altri chiesti dalle altre categorie, giornalisti compresi, ci si chiede dove possa essere collocata una simile mole di automezzi. «A meno che non decidiamo di parcheggiare sui tetti qualche aggiustamento occorre apportarlo», dice giustamente l’assessore cui un residente propone un’analisi incrociata tra posti auto esterni, interni e unità immobiliari per definire la giusta tutela di chi ci abita. «Se fosse ben collegato, il centro potrebbe essere sempre chiuso», osserva Francesco Belladonna. Forse è una estremizzazione, ma non del tutto priva di fondamento. Infatti, l’amministrazione si muove anche sul versante mezzi pubblici per collegare Pian di Massiano al centro quando il minimetrò non è in funzione, gli altri parcheggi le zone dell’acropoli tra di esse la sera e, se serve, di notte. Allo studio navette e monovolume elettrici gratuiti, forse sponsorizzati.

Perché, checché ne se dica, oltre a quello delle risorse c’è anche un nodo inquinamento da affrontare. Anche se a detta di qualche residente, «l’aria del centro è buona, non c’è motivo di limitare il traffico perché in centro non ci viene più nessuno». Chissà perché, però, appena il centro “apre”, dopo le 13,30, trovare parcheggio anche in striscia blu diventa una chimera, e Piazza Italia, Piazza Matteotti e Piazza Piccinino sembrano i piazzali di un concessionario auto.


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