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Il governo Monti partito con una reazione tiepida parte dei mercati è ora al suo primo atto, la quarta finanziaria, da presentare domani al parlamento.

I provvedimenti non si discostano dal precedente governo e presentano: tagli alla spesa, aumenti delle tasse, interventi sulle pensioni. Tutto ciò non servirà sicuramente a salvare il paese se il debito insostenibile non viene ridotto al 90% del PIL. Le misure adottate creano solo una forte depressione economica interna se non si riuscirà a fermare il potere delle caste che, rappresentate da ordini, fissano i prezzi e hanno costi troppo alti per essere sostenuti dai cittadini.

La speranza, oramai svanita, è che questo esecutivo poteva piegare questi interessi privati perchè, in quanto governo tecnico, non doveva preoccuparsi della vendetta degli elettori. Muovendosi su queste linee il governo avrebbe potuto riaffermare un concetto perso in questi anni in Italia: la meritocrazia, arrivando ad un miglioramento dei servizi futuri.

In campo economico lanciamo una proposta al governo Monti di tassare i capitali ed iniziare una ristrutturazione del debito parlando con gli investitori stranieri in modo da colpire meno i consumi e quindi la crescita.


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