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La manovra economica è servita, la stangata è arrivata. Scorrendo i provvedimenti del governo Monti “per salvare l’Italia ed anche l’Europa”, sono i soliti noti a dover mandare giù litri di olio di ricino. Pensioni, Ici, tasse, per lo più tasse. Si è detto che non si poteva fare altrimenti vista l’urgenza di mettersi in regola – provvisoriamente – sul piano del deficit. Sarà senz’altro così: è facilissimo scorrere l’elenco di quanti pagano regolarmente (e tutte) le tasse – soprattutto dipendenti e pensionati – ed affibbiare loro un taglietto qui, un altro là, oltre a bloccare gli aumenti automatici, legati all’inflazione, delle pensioni sopra i mille euro.

 Una bella stangata al ceto medio ed a quello leggermente più in basso: sono questi i ricchi? Sono costoro che fanno parte del pacchetto di quelli che, avendo di più, dovrebbero pagare di più? La pazienza è messa a dura prova.

In compenso il governo Monti, con la manovra economica, ha messo il pepe nel sedere delle Regioni, e quindi anche di quella dell’Umbria. La quale ora è chiamata, dopo aver glissato per mesi, all’operazione verità su come stanno davvero le cose: dalle spese non più sostenibili alle riforme per non far saltare il banco del bilancio, dagli sprechi da tagliare ai doppioni della sanità da eliminare. Altro che il giochino delle due Asl e dell’Azienda ospedaliera integrata: questo è soltanto il fiocchetto perché i tagli veri vanno fatti nel cuore della rete ospedaliera, abnorme per le dimensioni dell’Umbria. Adesso si vedrà se la Regione continuerà a cincischiare oppure si vedrà costretta a fare finalmente delle scelte.

Tornando alla manovra economica del governo nazionale, la stangata c’è stata. Vale a dire, è stato rispettato l’annuncio del rigore (per chi, l’abbiamo visto). Ma il motto non diceva “rigore, crescita, equità”? Per la crescita bisognerà fare ben altro. Per l’equità, servirà l’intervento del Cielo.

 

Stangata subito, l’equità quando?

 

La manovra economica è servita, la stangata è arrivata. Scorrendo i provvedimenti del governo Monti “per salvare l’Italia ed anche l’Europa”, sono i soliti noti a dover mandare giù litri di olio di ricino. Pensioni, Ici, tasse, per lo più tasse. Si è detto che non si poteva fare altrimenti vista l’urgenza di mettersi in regola – provvisoriamente – sul piano del deficit. Sarà senz’altro così: è facilissimo scorrere l’elenco di quanti pagano regolarmente (e tutte) le tasse – soprattutto dipendenti e pensionati – ed affibbiare loro un taglietto qui, un altro là, oltre a bloccare gli aumenti automatici, legati all’inflazione, delle pensioni sopra i mille euro.

Una bella stangata al ceto medio ed a quello leggermente più in basso: sono questi i ricchi? Sono costoro che fanno parte del pacchetto di quelli che, avendo di più, dovrebbero pagare di più? La pazienza è messa a dura prova.

In compenso il governo Monti, con la manovra economica, ha messo il pepe nel sedere delle Regioni, e quindi anche di quella dell’Umbria. La quale ora è chiamata, dopo aver glissato per mesi, all’operazione verità su come stanno davvero le cose: dalle spese non più sostenibili alle riforme per non far saltare il banco del bilancio, dagli sprechi da tagliare ai doppioni della sanità da eliminare. Altro che il giochino delle due Asl e dell’Azienda ospedaliera integrata: questo è soltanto il fiocchetto perché i tagli veri vanno fatti nel cuore della rete ospedaliera, abnorme per le dimensioni dell’Umbria. Adesso si vedrà se la Regione continuerà a cincischiare oppure si vedrà costretta a fare finalmente delle scelte.

Tornando alla manovra economica del governo nazionale, la stangata c’è stata. Vale a dire, è stato rispettato l’annuncio del rigore (per chi, l’abbiamo visto). Ma il motto non diceva “rigore, crescita, equità”? Per la crescita bisognerà fare ben altro. Per l’equità, servirà l’intervento del Cielo.


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