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La sfida è ambiziosa: fare della Tiberina una specie di “Silicon Valley” della new-soft-green economy. Il progetto è stato lanciato in pompa magna durante un convegno a Roma, svoltosi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in cui è stata proposta la candidatura del Tevere e della regione Tiberina a Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Il primo passaggio è stata la costituzione di un Comitato Promotore aperto a personalità della cultura, della società e della politica, una sorta di laboratorio di idee promosso da un consorzio che coordina 50 realtà diverse, tra cui 7 Università, 17 Enti locali, imprenditori ed associazioni.

La proposta di far diventare questo territorio patrimonio dell’Umanità si basa sull’idea che il Tevere rappresenta la sintesi del paesaggio culturale italiano, in cui si intrecciano natura, storia, borghi, enogastronomia e arte. I numeri del cantiere a cielo aperto ci sono: l’area complessiva comprende 335 Comuni e 12 Province, tra cui quelle di Perugia e Terni.

“Tanta roba”, ha esclamato l’assessore provinciale perugino all’ambiente e turismo, che durante l’incontro romano ha mostrato molto interesse ad ottenere il prestigioso marchio “Bandiere Blu” per il lago Trasimeno. “Una grande occasione di sviluppo per l’area Terni-Rieti (Valnerina, Cascata delle Marmore, Lago di Piediluco, Velino, Valle Santa)”, ha ribattuto il Presidente della Provincia di Terni. In sostanza: l’Umbria c’è, e farà la sua parte.

L’operazione “stati generali permanenti della regione Tiberina” ha mosso i primi passi. Il convegno capitolino ha confermato che sulle vie dell’acqua, sulle vie del grande Tevere, si può creare un grande progetto di marketing territoriale per valorizzare l’identità di una regione storico-geografica.

Il dubbio è: sarà un serio progetto di cooperazione tra le 6 Regioni interessate ? Oppure, più semplicemente, una regione con la “r” minuscola ?


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