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Dal movimento Occupy Wall Street (http://occupywallst.org/) esce un messaggio chiaro che trova in crescendo sempre più sostenitori nella rete, altresì (per antitesi) in Umbria si costituiscono gruppi per dar vita alle cosiddette ‘nuove banche del territorio’.

Il quadro non è chiaro e le voci si rincorrono, ma di sicuro si è alla ricerca di liquidità per mandare avanti il sistema con in più l’aurea del banchiere.

Le regole grandi o piccole non cambiano: cercare di fare caccia grossa tra i risparmiatori soprattutto ora che le casse di risparmio, quelle rimaste, stanno cambiando pelle. L’influenza da parte della classe dirigente umbra è completamente azzerata, anche sulle sedi è difficile interloquire.

Per superare la situazione dei pochi vantaggi per i cittadini e dei grandi profitti per le banche, da parte delle istituzioni ci vuole fantasia e coraggio.

Difficilmente le regole potranno cambiare, sino a che la finanza si insedia nei palazzi della politica.

Ma iniziando a costruire momenti diversi in cui i soggetti della società si confrontino, spogliati del loro essere sindacati di categoria, sul come ricostruire innanzitutto un sistema regionale che può presentarsi con forza e serietà sul mercato internazionale, potrebbe essere un passo avanti.

Non possiamo essere tutto e tutti. Occorre fare delle scelte che coinvolgano la nostra ‘società regionale’; per questo occorre – e lo ripeto – la consapevolezza di perdere quei tratti di conservazione che hanno caratterizzato per lungo tempo le associazioni di categoria.

Investire sulle nuove tecnologie dando fiducia ai giovani attraverso quello che una volta c’era e che non è mai stato praticato: il prestito d’onore.

E’ tempo di mettere in campo azioni, non più lamentele, costruendo una classe dirigente che abbia come primo punto fondamentale quello della condivisione dei problemi e delle prospettive, affinché si possano dare risposte concrete alla nostra società regionale ed essere anche un esempio in campo nazionale. Il tutto semplicemente utilizzando la rete che grazie al suo ruolo comunicativo e trasparente crea partecipazione e coinvolge tutti lealmente.


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