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Assisi a gonfie vele, Orvieto in caduta libera. Mentre la città Serafica raddoppia e sfiora la doppia cifra (tra il 7 ed il 10% in più), sulla Rupe i numeri delle presenze del primo quadrimestre 2011 allarmano il primo cittadino che punta l’indice sulle carenze dell’offerta alberghiera. Come un Giano bifronte, i dati regionali mostrano in maniera impietosa l’ambivalenza del turismo umbro: alle pendici del Subasio crescita costante con possibile sprint finale per la fine dell’anno, sul Colle crollo degli arrivi per la mancanza di una “destination hotel”. Tradotto: da una parte parcheggi pieni e strutture sold out, dall’altra alberghi semivuoti e casse dei parchimetri esangui.

Sorvolando sulle vicende politiche delle due amministrazioni, e bypassando le dotte analisi sui target turistici prevalenti (religioso vs enogastronomico), è bene sottolineare che lo “spirito di Assisi” ha un appeal unico, è un richiamo suggestivo per chiunque voglia vivere un’esperienza irripetibile nella città umbra cuore della spiritualità. Per di più, con la 25ma Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia celebrata il 27 ottobre da Benedetto XVI, Assisi ha goduto di una formidabile esposizione mediatica a livello internazionale che ha avuto, ed avrà, ricadute benefiche anche sul movimento turistico.

In occasione dell’evento religioso, il Pontefice ha lanciato l’invito a farsi “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”. Un appello che il comprensorio orvietano potrebbe fare suo, nella speranza di poter riallacciare un dialogo più costruttivo tra amministratori ed operatori turistici locali. Il tutto, magari, grazie ad una “chiamata” rigeneratrice per provare a camminare insieme verso una meta condivisa e risollevare le avverse sorti cittadine. Questa volta, si spera, con un passo più spedito.


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