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Grazie ad un articolo apparso il 20 Ottobre su “La Nazione” a firma di Michele Nucci, l’opinione pubblica locale è stata informata su come i dipendenti del Comune di Perugia soffrano di stress. Uno stress moderato, di poca portata ma pur sempre stress. È quanto emerge da un’inchiesta svolta grazie ad un questionario somministrato ai dipendenti. Le reazioni all’articolo sono state varie ed estemporanee e quasi tutte poco benevole nei confronti dei dipendenti pubblici.

Alcuni giorni orsono, nei pressi di Piccione, la municipale ha fermato tal Oriano Sacripanti, di professione bracciante agricolo, mentre camminava di gran carriera impugnando un forcone. Tra una bestemmia e l’altra, Sacripanti ha confessato che si stava recando in comune perché lui non conosce l’esatto significato della parola stress e voleva che qualcuno glie la spiegasse perchè “ho la sensazione – ha dichiarato – che è ‘n modo come n’antro per dì che n’honno voglia de fa ‘n cazzo”.

L’altra mattina, un manipolo di disoccupati plurilaureati guidati da Gustavo Rossi ha inscenato una singolare protesta sequestrando e divorando avidamente tutte le brioches trovate nei bar interni alle sedi comunali. Sono stati arrestati non appena hanno cercato di intavolare una discussione sul PRG ruttando.

È andata peggio al collettivo studentesco “Presente imperfetto condizionale futuro” o una roba simile. Si sono infiltrati negli uffici del Comune ed hanno inscenato un flash mob: dopo aver preso posto su alcune scrivanie, sono rimasti immobili per 3 ore. Purtroppo per loro, nessuno si è accorto della differenza con gli impiegati veri.

Eppure qualcuno si erge a paladino. Ulderico Avanotti, psicologo molto noto in città, pur trincerandosi dietro la deontologia professionale, giura di avere fra i suoi pazienti un dipendente del Comune tormentato dagli incubi. Il poveraccio sogna ogni notte di trovarsi nel suo ufficio mentre gioca al Solitario di Windows. Di colpo, fa irruzione l’assessore Ciccone armato di una katana che, urlando qualcosa in giapponese, gli tronca le mani di netto.

Stress dei dipendenti del Comune: la città si interroga, aspettando invano una presa di posizione del sindaco Boccali e temendo l’ennesima opinione del presidente della Provincia Guasticchi.


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