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Malgrado una certa confusione sulla Rete (regioneumbria.eu + umbria-turismo.it + due portali in lingua fotocopia) che potrebbe disorientare i turisti internauti stranieri [Allo straniero non far sapere ... # 1], ci sono studi e sondaggi recenti che indicano l’Umbria come una delle “dream destinations” più quotate nel mercato nordamericano, piace perché è “smart and trendy” (intelligente, brillante e capace di “fare tendenza”), perché è insieme locale e internazionale. Il “piccolo grande cuore d’Italia” è nella top five delle regioni e delle città più ambìte, insieme con Roma, Firenze e Toscana, Veneto e Lombardia. L’Umbria, insomma, è una meta desiderata, ma spiace constatare che, in alcuni casi, lascia troppo a desiderare.

L’incremento dei flussi turistici stranieri sarà merito di una strategia mirata sul web ? Per verificare quest’ipotesi torniamo sui due portali in lingua. L’area multimedia è ridotta: la galleria fotografica (pictures) offre solo miniature che non permettono l’ingrandimento delle immagini delle nostre belle città d’arte; il tasto multimedia rimanda ad un database esterno solo in italiano (provare per credere: www.regione.umbria.it/canalecomunicazione/galleria_fotografica/visita.asp); la sezione “Umbria for young people” ti invita a fare il download di un video a dir poco datato. I dubbi aumentano quando, visitando gli altri canali, balza agli occhi che il sito inglese, al pari del gemello tedesco, è quantomeno trascurato, con contenuti di scarso appeal e non aggiornati. Insomma sono figli di un “dio minore”.

Il contrasto stridente tra la versione italiana, tutto sommato accettabile, e quelle in lingua, abbandonate a se stesse nella galassia della rete, è un enigma di difficile soluzione, per il quale servirebbe il guizzo investigativo di Sherlock Holmes. Al detective di Baker Street vogliamo dare un indizio “scientifico” che merita ulteriori approfondimenti: scorrendo la pagina credits italiana (provare per credere / 2: www.grandieventi.regioneumbria.eu/Default.aspx?IdCont=339439) si legge testualmente “Credits in fase di aggiornamento…” (i puntini di sospensione sono una chicca), mentre su tutte le pagine dei portali inglese + tedesco spicca il logo (con tanto di link al sito) di una nota agenzia informatica di proprietà della Regione.

La scarsa attitudine per le lingue (e per i visitatori stranieri) del portale (o dei portali ?) istituzionale del turismo regionale potrebbe essere recuperata, ad esempio, coinvolgendo qualche eccellenza locale (Scuola Lingue Estere dell’Esercito, Università degli Stranieri di Perugia) che potrebbero essere interessate a dirimere l’affaire e, perché no, dare qualche consiglio utile anche in vista del rifacimento del portale.

Il turismo nell’era di Internet e dei social network può essere un’opportunità per riformulare ed aggiornare le modalità di comunicare l’Umbria con soluzioni originali ed innovative. Qualche timido esperimento in questa direzione è stato fatto recentemente: un video jingle (minispot di 30 secondi) realizzato da uno studio newyorkese che gira su web e social media, ed il progetto “Umbria App” con applicazioni che consentono di accedere alle informazioni turistiche e culturali attraverso smarphone e tablet. Iniziative apprezzabili, pensate per proiettare l’immagine della smart-Regione verso un’utenza giovane ed aperta alle innovazioni. Ma allora perché non mettere a sistema le varie tecnologie low cost per una promozione integrata sul web ? Basterebbe attivare una pagina Facebook, Twitter, Trumblr, aprire un profilo su Google +, un canale YouTube e su Flickr (con un unico logo e claim, e magari multilingue) per essere rintracciati più facilmente sulla Rete, per offrire più piattaforme e contenitori interattivi e multimediali ai naviganti per invogliarli a visitare l’Umbria.

Se l’obiettivo della Regione è attuare una promozione integrata ed unitaria, si può avviare una fase innovativa della comunicazione turistica 2.0 implementando gli strumenti del web sociale per sperimentare nuove modalità di relazione con le differenti community che caratterizzano sempre di più il mondo dei viaggiatori. A quel punto sarebbe sufficiente riportare il network turistico sul portale regioneumbria.eu. Elementare Watson …


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