Non è bello quel che è bello. Figuriamoci quel che è brutto

Il sottosegretario Bocci in ogni dove: Norcia, Spoleto e Narni. Perchè non dedicargli una rubrica tutta sua nell’informazione regionale?

Altro dibattito pubblico sul Turreno. Ad oggi niente di concreto

Lunedì 16 gennaio alle 15 si terrà l’incontro pubblico presso la Sala del Consiglio sul tema “Prospettive per l’ex Cinema Turreno”. Un incontro che dovrebbe in qualche modo aprire la strada verso le tante riserve che ci sono dietro alla riqualificazione del Teatro Turreno. Infatti dopo l’incontro avvenuto al PostModernissimo qualche tempo fa sembra che la strada sia ben più che in salita. L’incontro di lunedì dovrebbe vedere la presenza di esperti professionisti, associazioni ed organizzatori, università e istituzioni culturali, anche alla luce del protocollo d’intesa tra Regione Umbria, Comune di Perugia e Fondazione Cassa di Risparmio sottoscritto il 27 luglio del 2015. Per ora quello che la città sa è che sia il Comune di Perugia che la Regione dell’Umbria non hanno fatto che passarsi la palla a vicenda. Per poter partecipare e parlare basta iscriversi qui. “La città di Perugia – commenta il consigliere Pd, Tommaso Bori – necessita di un progetto di rigenerazione urbana innovativo che possa dotarla di un auditorium dalle dimensioni adeguate ad ospitare concerti e spettacoli, in grado di competere a livello regionale e nazionale con le più importanti strutture funzionanti. L’assenza di un luogo con queste caratteristiche ne limita l’attrattività, oltre che le potenzialità in campo musicale, artistico e culturale in genere. Sempre più spesso gli operatori del settore sono costretti a spostarsi negli auditorium limitrofi o ad utilizzare strutture non acusticamente adeguate, come ad esempio il PalaEvangelisti o il Santa Giuliana, creando difficoltà e incomprensioni con gli utilizzatori “principali” di tali spazi. Ad oggi non risulta che il Comune di Perugia abbia presentato alcun progetto di riqualificazione dell’ex cinema Turreno con analoghe finalità – continua Bori – nonostante la Regione Umbria abbia già stanziato un ingente investimento di risorse per il recupero funzionale del Turreno, per un totale di 3 milioni e 100 mila euro. In quanto bene pubblico e patrimonio cittadino, riteniamo fondamentale promuovere un momento di incontro e di ascolto sia dei cittadini che dei portatori d’interesse del settore: per tutti questi motivi, lunedì prossimo auspichiamo la più ampia partecipazione di quanti riterranno utile portare il proprio contributo alla discussione“.

Il Grecante 2015 di Arnaldo Caprai unico vino umbro nella Top 100 di Wine Spectator

La cantina Arnaldo Caprai non smette di collezionare importanti traguardi e lancia Montefalco e l’Umbra verso un futuro sempre più affermato. Dopo un annata davvero eccezionale, ricca di premi e soddisfazioni, ora arriva l’ennesimo riconoscimento a livello mondiale. Merito del Colli Martani Grechetto Doc Grecante 2015, un bianco autoctono dell’Umbria, che, incoronato da “Wine Spectator”, la “Bibbia” enoica mondiale, entra a far parte della celeberrima “Top 100” dei migliori vini al mondo. Unico vino made in Umbria, il Grecante firmato Caprai è tra i 18 vini portabandiera dell’Italia premiati dall’influente rivista Usa, tra i soli due bianchi tricolore in classifica. 100% Grechetto, prodotto in 130.000 bottiglie su 10 ettari (su 136 totali), con un potenziale di affinamento fino a 5 anni – “da stappare da qui al 2020”, suggerisce il magazine – il Grecante di Caprai è il simbolo dell’“altra faccia” bianchista dell’Umbria, accanto alla produzione di grandi rossi, e che non fa altro, come il celebre Sagrantino, che ripercorrere il sentiero storico della produzione enologica del territorio, e, per questo, tra i most exciting wines per “Wine Spectator”, che lo ha inserito in una “Top 100” (alla posizione n. 88 e con un punteggio di 90/100) sempre più aperta al “pluralismo”, con la presenza di Paesi e territori emergenti, a conferma di una tendenza inaugurata ormai da qualche anno. «Per ogni cantina avere un vino tra i migliori al mondo è un risultato straordinario – sottolinea Marco Caprai, alla guida della cantina – ma questo è soprattutto il riconoscimento della grande vocazione alla viticoltura di un territorio, tradizionalmente legato alla produzione di rossi, attraverso un vitigno autoctono locale. Valorizzazione del territorio, rispetto della sua biodiversità e tecniche produttive sono alla base di un’impresa che ha portato ad un risultato così prestigioso, che premia questo vino sul mercato più competitivo e importante per il vino italiano. Il Grecante è un vino di territorio, veicolo di turismo: mi auguro che il suo riconoscimento da parte della critica sia uno stimolo per i turisti americani per superare la paura del terremoto e tornare nelle “verde” Umbria».

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